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Monumento a Re
Umberto I° - secondo Re d'Italia (1904)
Il monumento al secondo Re d'Italia, Umberto I°, si trovava al
centro della piazza dell'ospedale S. Pietro Igneo ed era stato
inaugurato il 2 ottobre 1904 congiuntamente al Ricovero di
Mendicità, costruito sul lato sinistro della piazza per
onorare la memoria di questo nostro Re assassinato a Monza
dall'anarchico Giulio Bresci il 29 luglio 1900.
A memoria della cerimonia dello scoprimento del monumento a Re
Umberto venne stampata una cartolina.
Il monumento fu eseguito dallo scultore prof. Attilio Formilli
che rifiutò qualsiasi tipo di compenso.
Su di uua lastra di travertino, sovrapposta ad una gradinata
di pietra, era stato collocato il busto bronzeo del Re in
tenuta da Generale e a capo scoperto.
Alla cerimonia dell'inaugurazione del monumento e del Ricovero
di Mendicità in onore di Re Umberto I parteciparono eminenti
personalità:
- S.A.R Vittorio Emanuele conte di Torino in rappresentanza
del Re Vittorio Emanuele III° e del Duca degli Abruzzi che si
era assunto l'alto patronato del Comitato per l'erigendo
monumento;
- l'On. Ferdinando Martini, governatore civile della Colonia
Eritrea;
- l'On. Tenente Generale Antonio Baldissera Comandante dell'VIII°
Corpo d'Armata;
- L'On. Francesco Guicciardini, deputato del nostro Collegio;
- il Prefetto di Firenze;
- lo scultore Attilio Formilli;
- Oreste Sandrini, fornitore del basamento del monumento;
- altri senatori e deputati, altre autorità civili della
provincia, del Circondario e del Comune.
Dopo lo scoprimento del monumento, il concittadino Cav.
Giuseppe Montanelli, nella sua veste di Presidente del
Comitato del Monumento a Re Umberto, consegnò l'atto di
donazione del Monumento , realizzato con le offerte di tutta
la popolazione, al sindaco Emilio Bassi.
Il discorso ufficiale venne tenuto dall'On.
Morelli-Gualtierotti.
Questo monumento
a Re Umberto I,
frutto della pietà e della generosità
dei nostri padri,
è stato smantellato nel 1972
ed ora giace
a guisa di rottame
in un capannone della ex Fattoria Corsini
per volontà
dei nostri consiglieri comunali. |