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Monumento ai Caduti
(1922)
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Il 25 giugno 1922, quarto anniversario della Controffensiva
Italiana del Piave del 1918, si svolse a Fucecchio,
nell'attuale piazza Vittorio Veneto, la cerimonia dello
scoprimento del Monumento ai Caduti fucecchiesi della Prima
Guerra Mondiale.
Via Lamarmora, piazza Niccolini, Borgo Valori e piazza
Vittorio Veneto vennero addobbate con decorazioni bellissime.
La delegazione degli invitati presieduta da Sua Altezza Reale
Ferdinando di Savoia, Principe di Udine, venne ricevuta in
pompa magna in municipio.
Qui, il Presidente del Comitato Fucecchiese per il Monumento
ai Caduti costituitosi nel 1919, il ragioniere Giuseppe
Taddei, consegnò l'atto di donazione del monumento al Comune
di Fucecchio rappresentato dall'avvocato Alberto Doddoli,
Commissario prefettizio dal 2 aprile 1921.
Dopo questo atto di donazione, la delegazione degli invitati e
le autorità comunali, precedute dalla Filarmonica locale, si
portarono in corteo in piazza Vittorio Veneto dove erano
schierate le rappresentanze di tutte le Armi dell'Esercito
Italiano.
La delegazione prese posto sul palco d'onore innalzato davanti
alla Pretura (Liceo Scientifico), sul lato destro, quello che
fa angolo con via del Cassero.
Oltre al Principe di Udine, facevano parte della delegazione
Ferdinando Martini ex Ministro della Pubblica Istruzione e
Carlo Delcroix, il grande invalido di guerra, cieco e monco,
che dopo lo scoprimento del monumento pronunciò il discorso
ufficiale. |
Il monumento, opera dello scultore fiorentino Augusto Miniati,
allievo del professor Raffaello Romanelli autore di "Caalibri",
suscitò in tutti i presenti una grande ammirazione.
Il monumento è costituito da un obelisco di travertino di
Rapolano alto oltre 6 metri.
Sulla parte anteriore dell'obelisco un nudo bronzeo
rappresenta un guerriero che, colpito a morte, cade riverso e
nello spasimo dell'agonia si si comprime con la mano sinistra
la ferita mortale, mentre il braccio destro non ha più la
forza di sorreggere la daga che gli sfugge dalla mano.
Una Vittoria alata, essa pure di bronzo e al di sopra della
figura del guerriero, sta a significare la visione della
vittoria che passa rapida davanti agli occhi del morente.
Nella parte posteriore, alla base dell'obelisco, vi è lo
stemma del Comune contornato da un serto di quercia e di
alloro, in bronzo.
Sugli altri tre lati dell'obelisco sono incisi i nomi dei
gloriosi caduti.
Dopo il discorso ufficiale di Carlo Delcroix ed il
conferimento di una onoreficenza al grande invalido
fucecchiese Giuseppe Mariotti, l'arciprete Masini celebrò una
Messa di suffragio sul sagrato della Collegiata.
A conclusione della cerimonia venne offerto un pranzo a tutte
le vedove e a tutti gli orfani dei caduti.
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