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Montanelli
Giuseppe: il rientro in Italia (1859)
Qualche giorno prima
dello scoppio della Seconda Guerra di Indipendenza vennero
affissi in Fucecchio, nottetempo, alcuni proclami
antiaustriaci.
Il Delegato di Governo, che finalmente aveva la propria sede
nel nuovissimo palazzo (oggi Liceo Scientifico) di Piazza
Vittorio Veneto, sguinzagliò i propri agenti nelle bettole e
nelle frazioni. Gli agenti non trovarono nemmeno un indizio.
Il 23 aprile 1859 scoppiò la guerra. Giuseppe Montanelli, che
nel 1853 era stato condannato in contumacia all'ergastolo,
lasciò Parigi, rientrò in Italia e si arruolò nel Corpo
Volontario dei Cacciatori delle Alpi di Giuseppe Garibaldi.
Il 27 aprile 1859, a Firenze, una grande dimostrazione
popolare costrinse il granduca Leopoldo II°, che aveva
rifiutato di prender parte alla guerra come alleato del
Piemonte, ad abbandonare la Toscana.
In Toscana venne istituito un Governo provvisorio, a capo del
quale Vittorio Emanuele, re del Piemonte, nominò, come proprio
rappresentante un commissario regio, il conte Carlo
Boncompagni, già ambasciatore piemontese presso il granduca.
L'11 luglio 1859 la Seconda Guerra di Indipendenza si concluse
vittoriosamente con l' armistizio di Villafranca. Garibaldi
mandò il nostro Giuseppe Montanelli ad Alessandria a conferire
con Napoleone III° di Francia per avere assicurazioni sul
destino dell'Italia Centrale. Napoleone spiegò al nostro
Montanelli che il granduca di Toscana sarebbe potuto rientrare
in possesso del granducato, ma senza intervento straniero e a
condizione che vi fosse stato richiamato dalle stesse
popolazioni che lo avevano costretto alla fuga il 27 aprile.
Nell'estate del 1859 Giuseppe Montanelli rientrò a Fucecchio e
non nascose la sua contrarietà all'annessione della Toscana al
Regno del Piemonte.
L'11 e il 12 marzo 1860 si svolse anche a Fucecchio il
plebiscito per l'annessione o meno della Toscana al Regno del
Piemonte. I toscani dissero di sì all'annessione. In tal modo
la Toscana, l'Emilia e la Romagna entrarono a far parte del
Regno di Vittorio Emanuele II°. |