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Montanelli
Giuseppe: la morte (1862)
All'inizio del 1862 si
rese vacante un seggio per la Camera dei Deputati del Regno
d'Italia nel Collegio elettorale di Pontassieve.
Nella seconda decade di gennaio si svolsero le votazioni. Fra
i candidati era presente anche Giuseppe Montanelli che
prevalse su tutti.
Il nostro concittadino, appena eletto, si portò subito nella
capitale del Regno, Torino, per prendere parte attiva ai
lavori del Parlamento. Montanelli, fra l'altro, era latore di
un progetto per un nuovo Ordinamento Amministrativo..
Purtroppo la crisi del Governo Rattazzi non gli offrì neppure
l'opportunità d'illustrarlo.
In prossimità della festività di Pasqua del 1862, il nostro
neodeputato lasciò Torino, da 1 anno capitale del Regno
d'Italia, e prese il treno per ritornare a Fucecchio. Quando
giunse a Genova fu colto da una febbre molto alta. Anziché
fermarsi per le cure del caso, Montanelli volle raggiungere
egualmente Fucecchio. Giunse a casa in condizioni bruttissime.
A maggio le condizioni di salute peggiorarono.
Il 16 giugno 1862 ebbe una violentissima crisi febbrile. I
medici si dichiararono impotenti di fronte alla morte ormai
incalzante.
Giuseppe Montanelli, dopo la crisi, si assopì.
Qualche ora dopo la moglie gli chiese come stava.
- Non mi sono mai sentito meglio - rispose.
Queste furono le sue ultime parole.
Entrò in coma.
Il giorno dopo, il 17 giugno 1862 spirò.
Aveva soltanto 49 anni. Era nato il 5 gennaio 1813.
Costernazione, sbigottimento e dolore pervasero la popolazione
di Fucecchio.
Al suo funerale c'erano tutti: amici e nemici; ammiratori e
denigratori; coloro che lo avevano seguito con fede e coloro
che gli avevano dato il loro voto solo per fedeltà al proprio
paese d'origine.
C'era anche il Guerrazzi. Venne a piangere sulla bara
dell'amico Giuseppe.
A lui spettò il compito di pronunciare l'orazione funebre che
si concluse con un lunghissimo applauso. |