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Monastero di S. Salvatore: ritorno e cacciata dei monaci vallombrosani (1266-1294)

Nel 1266 Guido Novello, comandante dell'esercito fiorentino e nemico giurato di Fucecchio, reinsediò i monaci vallombrosani nel Monastero di S. Salvatore di Fucecchio.
Poiché le ingiunzioni pontificie e le minacce delle monache di Gattaiola non avevano risortito nessun effetto nei confronti dei monaci abusivi, venne allora organizzata a Lucca una spedizione punitiva per estrometterli con la forza dal monastero di S. Salvatore.
Per espressa volontà della badessa di Gattaiola venne armata una moltitudine di lucchesi capeggiati da un certo Ser Dino.
Il 16 novembre 1294 i lucchesi giunsero a Fucecchio e si portarono sul Poggio Salamartano.
Dentro al Monastero, quel giorno, c'era anche l'abate di Vallombrosa, Valentino.
L'abate Valentino tentò di convincere i lucchesi dal desistere dalla loro impresa.
Ser Dino, però, sordo all'invito accorato dell'abate Valentino, entrò di prepotenza nel monastero e con l'aiuto di tutti i suoi armati cacciò via Valentino, l'abate Iacopo, i monaci , i conversi, i chierici e i loro familiari.
I fucecchiesi assistettero all'evento senza muovere un dito.
La rivincita dei vallombrosani era fallita.
Le monache di Gattaiola rientrarono in possesso del Monastero di S. Salvatore in Fucecchio.
affaire Fucecchio".
E di nuovo il nostro paese passò sotto l'autorità ecclesiale delle Episcopesse di Gattaiola.




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