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Monastero di S. Caterina e di S. Romualdo (1639)

Nel dicembre del 1638 morì a Fucecchio il sacerdote Giovanni Bardini. Questo sacerdote lasciò due case e dieci staiora di terra affinché si costruisse un monastero. L'idea piacque e alcuni benefattori aggiunsero 800 ducati per realizzare l'opera.
Anche il vescovo di S. Miniato incoraggiò l'iniziativa.
Nel 1639 il monastero e l'annessa chiesa intitolati a S. Caterina da Siena erano già pronti.
Sempre nel 1639 vi fecero il loro ingresso 11 fanciulle di oneste famiglie fucecchiesi che furono affidate a due donne attempate.
Il monastero e la chiesa che si trovavano nell'attuale corso Matteotti venivano gestiti da tre Operai, uno dei quali fungeva da camarlingo.
Le 11 fanciulle, negli atti pubblici, venivano denominate le monachine del Conservatorio di S. Caterina.
Invano le monachine avevano ripetutamente supplicato il vescovo di conceder loro la clausura. Il vescovo non poteva loro concederla perché non disponevano di entrate che ne garantissero l'autosufficienza.
Queste monachine, infatti, si affidavano alla carità dei paesani e alle magre sovvenzioni del nostro Comune.
Nel gennaio del 1684, per interessamento del vescovo di S. Miniato, si stabilirono a Fucecchio , nel Conservatorio di S. Caterina, certe monache dell'Ordine di S. Romualdo chiamate "religiose monache oblate di pura clausura vescovile".
Da quel momento il Conservatorio di S. Caterina diventò Monastero di S. Romualdo.
Le oblate vi rimasero fino al 1783, l'anno in cui il monastero venne soppresso dal granduca lorenese Leopoldo I°.
Il 23 febbraio 1783 fu deliberato di trasferire le oblate di S. Romualdo nel Monastero di S. Salvatore non appena se ne fossero andati i frati conventuali, essi pure soppressi nel 1783.
Il monastero, la chiesa, e l'orto del monastero di S. Romualdo, già Conservatorio di S. Caterina, furono venduti per 3.170 scudi ad Agostino Panicacci.
Con questi soldi le oblate poterono pagare tutti i debiti da esse contratti e con i restanti 1600 scudi poterono ridurre a clausura il Monastero di S. Salvatore da cui erano stati evacuati i frati neri.
Le oblate rimasero in S. Salvatore soltanto due anni. Dovettero abbandonarlo per incompatibilità con le clarisse di S. Andrea che vi erano state trasferite d'autorità nel 1785.




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