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Monastero di S. Bartolommeo di Cappiano (1100)

Nel 1100 Bonifazio ed Alberto figli rispettivamente dei fratelli Eppo e Sigismondo del fu Bonifazio donarono il monastero e la chiesa di S. Bartolommeo di Cappiano e i beni ad essi appartenenti all'abbazia (monastero) di S. Salvatore di Fucecchio.
E' presumibile che i donatori siano stati anche i fondatori del Monastero di S. Bartolommeo. Essi abitavano a Rosaiolo, localitÓ ad ovest di Cappiano. Ma la storia del monastero non finisce qui.
I discendenti dei donatori Bonifazio ed Alberto non digerirono mai quell'atto di donazione ed innescarono liti interminabili con il Monastero di S. Salvatore a cui non veniva riconosciuto il diritto di patronato sul monastero di S. Bartolommeo,sulla pescaia e sul mulino di Regnana posti sulla destra dell'Usciana.
Un arbitrato del 1182 riconobbe il diritto di patronato all'Abbazia di S. Salvatore di Fucecchio.
Il 9 novembre 1295 venne riconosciuto ai signori di Rosaiolo, discendenti dei fondatori e dei donatori del monastero e della chiesa di S. Bartolommeo, il diritto di assistere alla nomina dei priori del monastero e di dare il proprio assenso alle eventuali vendite di beni dell'abbazia.
Il diritto di eleggere il PRIORE del Monastero di S. Bartolommeo e quello di rimuoverlo spett˛ sempre all'abate di S. Salvatore e poi all'episcopessa di Gattaiola di Lucca a partire dal 1258.
Nel 1500 l'abbazia aveva perduto tutto il suo prestigio. Ne dÓ conferma il fatto che in quel periodo il monastero di Cappiano possedeva soltanto un podere valutato 450 fiorini.
Nel 1622 il monastero di S. Bartolommeo pass˛ sotto la diocesi di S. Miniato; ma la proprietÓ del medesimo fu affidata ad alti prelati ai quali venne conferito anche il titolo di abate.
L'ultimo abate di S. Bartolommeo fu il Fei che risiedeva a Roma.
Quando nel 1794 il Fei pass˛ a miglior vita, l'abbazia di S. Bartolommeo venne soppressa ed i suoi beni furono venduti.
Sull'area dove sorgeva il monastero venne costruita l'attuale chiesa parrocchiale.




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