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Monaci cacciati da
S. Salvatore (1294)
Nel 1258 i monaci
vallombrosani, su ingiunzione del pontefice, erano stati
costretti ad abbandonare il Monastero di S. Salvatore che era
stato concesso, con tutti i suoi beni, alle monache clarisse
di Gattaiola di Lucca.
Nel 1266 i monaci vallombrosani rientrarono alla chetichella
nell'Abbazia di S. Salvatore grazie alla protezione di Guido
Novello, podestà di Firenze e nemico giurato di Lucca e anche
di Fucecchio, sotto Lucca, l'unico castello che Guido non era
riuscito ad espugnare.
I monaci vallombrosani rientrati erano intenzionati a
rimanervi per sempre; ma di questo avviso non erano le monache
di Gattaiola.
Quando la badessa di Gattaiola di Lucca si rese conto che i
buoni uffici, gli inviti e le minacce non risortivano alcun
effetto, si rivolse al lucchese Ser DINO, un uomo di pochi
scrupoli, e lo autorizzarono ad estromettere sia pure con
l'uso della violenza i Vallombrosani dall'Abbazia di S.
Salvatore di Fucecchio.
I monaci lo seppero e fecero venire a Fucecchio l'Abate
Maggiore di Vallombrosa, il monaco Valentino.
Il 16 novembre 1294, Ser DINO e una moltitudine di lucchesi da
lui assoldati circondarono il monastero, vi penetrarono dentro
e, facendo uso della violenza, cacciarono via i monaci,
l'abate di Fucecchio, quello di Vallombrosa e quanti altri vi
si trovavano dentro.
I fucecchiesi assistettero impotenti a questa operazione
militare pur parteggiando per i monaci.
Di questo evento esiste una cronaca molto particolareggiata. |