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Monaca (fuga di
una) dal monastero di S. Andrea (1776)
Il 12 aprile 1776, alle
ore 1 di notte, fuggì dal monastero di S. Andrea posto
nell'attuale piazza dell'Ospedale, la monaca di clausura
Isabella Banvenuti, giovane vivacissima e, a detta di molti,
un po' tocca (pazzerella).
Dopo essersi calata dal muro, con la complicità della notte si
cambiò d'abito e prese la via Pistoiese.
Bussò alla casa del Guglielmetti, un calzolaio, e,
presentatasi come una povera orfana diretta al Convento dei
frati di S. Romano , lo convinse ad accompagnarla a S. Romano.
Benché non facesse ancora l'alba i due si misero in cammino.
Raggiunto il Convento di S. Romano, Elisabetta si fece
accompagnare a Montopoli dove disse di avere una sorella.
Nel ritornare a casa il Giulianetti vide per terra, sul bordo
della strada, il fagotto che era appartenuto alla ragazza che
lui aveva accompagnato: lo aprì e si rese subito conto che
Elisabetta era una monaca.
Impaurito per le conseguenze che ne potevano derivare, il
Giulianetti si chiuse in casa.
Alla badessa del monastero di S. Andrea non fu difficile
pronosticare la fuga di Isabella, una recidiva.
Isabella venne invitata a ritornare in Convento, ma lei si
rifiutò.
Di Isabella si occuparono anche il vescovo e il granduca:
il primo la dispensò dalla clausura;
il secondo le fece restituire la dote. |