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Miseria all'inizio
del 1800
Ai primi di giugno del
1800 si seppe che Napoleone, di vittoria in vittoria, aveva
raggiunto Milano.
Questo fatto fece rabbrividire alcuni ed esultare altri.
Ma intanto le truppe austriache presenti nel nostro
territorio, nell'atto di ritirasi per andare a fermare
Napoleone, ci portarono via tutto quanto capitò sotto le loro
mani.
Il 16 giugno 1800 rimase un giorno immemorabile per i
fucecchiesi: gli Austriaci fecero un vero e proprio
"repulisti", come si usa dire a Fucecchio.
Essi ripulirono completamente la Fattoria Corsini, il Palazzo
Lampaggi e il palazzo Montanelli, entrambi in via Castruccio.
Dopo aver requisito oro, argento, vettovaglie, e stoffe
prelevarono tutti gli uomini e anche quei giovani che
mostravano di avere idee liberali come i figli del capitano
Anton Lampaggi.
La massa dei miserabili aumentò. Era letteralmente impossibile
soccorrerli perché le casse comunali erano vuote. Inutilmente
il granduca invitava i Vicari a fare il punto sulla
situazione. I Vicari tacevano.
Intanto i poveri carcerati languivano. Con la retta di una
lira al giorno che veniva corrisposta per loro dal Comune, a
stento riuscivano a comprar loro un tozzo di pane.
Il Broccardi, ministro del granduca, chiese a due notabili
fucecchiesi di percorrere il paese due volte alla settimana
onde raccogliere elemosine da distribuire ai carcerati.
Cinque anni dopo, nel 1805, la situazione non era migliorata
come risulta da una relazione stesa, per conto della Regina
del Regno d'Etruria, dal suo perito fiscale dott. Pietro
Amidei:
" Fucecchio è una terra popolosa assai ed il numero dei poveri
vi è grande altrettanto che il medico non fa visite data la
impossibilità che ha la gente non solo di comprarsi i
medicinali ma di sostentarsi.
Le malattie erano provocate sia dal "poco sostentamento che
dalla poca pulizia".
I malaticci, gli inabili e gli anziani " vengono lasciati lì a
languire nella loro miseria, al sudiciume e si vedono
trascinare a stento una vita affannata, mendicando. "
Le condizioni igieniche del paese erano raggelanti.
A proposito delle FOGNE il dott. Amidei scrisse:
".. bisognerebbe far togliere tutti gli ingombri che
unitamente alle acque stagnanti danno un fetore
insopportabile."
La gente gettava l'immondizia nelle strade e i vicoli erano
ricoperti di rifiuti.
Il passaggio quasi quotidiano delle truppe francesi (siamo nel
1805) e i loro frequenti acquartieramenti nel nostro paese
avevano dissanguato le riserve finanziarie del Comune e
ridotto alla miseria i fucecchiesi. |