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Massarella
(300-1200)
Secondo Ceseri Frullani (1536-1626),
autore del libro GL'AVVENIMENTI DEL
LAGO DI FUCECCHIO E MODO DEL SUO
GOVERNO, le risorse ittiche del
nostro Padule non erano sfuggite
all'attenzione dei romani che quasi
sicuramente nei primi secoli
dell'Impero avevano favorito la
nascita di insediamenti di pescatori
lungo il perimetro del Padule
medesimo.
Il Frullani era convinto che i 21
castelli (villaggi fortificati)
sorti nel bacino di quest'area umida
fossero stati costruiti dai romani.
E fra questi 21 castelli c'era anche
Massa Piscatoria.
A partire, però, dal 600 le
popolazioni di questi castelli
furono costrette all'esodo perché
non poterono fronteggiare le orde
barbariche che si abbatterono sull'
Italia: i Goti, i Longobardi e,
buoni ultimi, gli spietati Ungari.
Anche l'epidemia di PESTE del
742-743 indusse i recalcitranti
sopravvissuti a trasferirsi a
Pistoia, città protetta da mura e
soldati e dotata di ospedali.
Nel 955 ebbe fine il pericolo Ungari.
Molti ritornarono negli antichi
castelli. Alcuni pescatori e molti
contadini ritornarono anche a
Massarella dove, nel 998, viene
registrata la presenza di una PIEVE,
quella di S. Maria. Fucecchio in
quell'epoca non disponeva di una
pieve.
Qualche anno prima del Mille, l'ex
castello romano di Massarella venne
incorporato nel feudo di Kadolo,
conte di Borgonuovo di Fucecchio.
Nel 1113 la dinastia dei Cadolingi
si estinse. Gli esecutori
testamentari di Ugo, ultimo conte
cadolingio, vendettero la metà di
Massarella al vescovo di Lucca per
poter estinguere certi debiti
contratti dall'ultimo conte.
Poi sulle vicende storiche di
Massarella cala il buio polare della
mancanza di informazioni
documentate. |