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Massarella: i padulani (1930)

A Massarella, nel 1930, vivevano quattro categorie di contadini, oltre ai boscaioli:
- i mezzadri 26%
- i coltivatori diretti 23%
- i braccianti agricoli 13%
- i padulani 33%
I padulani vivevano generalmente lungo la gronda del Padule ed erano dislocati in Cavallaia, a Tacchio, a Poggio Pieracci e allo Stillo.
I padulani, oltre a coltivare il loro poderino poco più grande di mezzo ettaro, si dedicavano alla pesca, alla caccia e alla spattumatura.
Essi coltivavano gli ulivi, qualche vite, un po' di saggina e ortaggi per uso familiare.
Dal 20 aprile fino alla fine di luglio si dedicavano alla pesca.
Nel mese di agosto si dedicavano alla spattumatura e cioè al taglio del sarello per conto terzi.
Alla fine di settembre ricominciavano a pescare e proseguivano in questa attività fino a dicembre.
La giornata del padulano pescatore iniziava alle 3 del mattino e si protraeva fino al tramonto. Erano contemplate due interruzioni:
quella della prima colazione, alle ore 8;
quella del pranzo, alle ore 12.
Alle 21,30 andavano a dormire.
L'inverno veniva dedicato alla caccia. I padulani, però, non cacciavano in proprio: accompagnavano le comitive di cacciatori forestieri a cacciare in Padule.
L'arrivo di queste comitive rappresentava per i padulani un evento molto gratificante: i cacciatori portavano soldi, liquori, notizie fresche, giornali e periodici, libri e soprattutto allegria.
Le abitazioni dei padulani erano veri e propri tuguri. Si componevano di una cucina e di una o due camere. Erano sprovviste di latrine.
Nell'aia vi erano sempre due capanne: una per gli attrezzi e una per gli animali da cortile. Contigui alla casupola vi erano il porcile, la stalla e la concimaia.
L'alimentazione dei padulani prevedeva tre pasti:
-la colazione: pane, un uovo o una mela e 1 bicchiere di vino annacquato;
- il pranzo: minestra o zuppa, pesce o salumi o erbaggi e 2 bicchieri di vino;
- la cena: o una frittata o un piatto di patate o una zuppa di pane e verdura o fagioli e 2 bicchieri di vino.
I padulani trascorrevano in Padule (da qui il nome padulani) anche la domenica volutamente dimentichi del precetto festivo.




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