|
Macellerie comunali
nel 1920
Al termine della Prima
Guerra Mondiale la situazione economica del comune di
Fucecchio era molto precaria.
Nell'ottobre del 1920 l'Amministrazione Comunale passò nelle
mani dei socialisti (30 consiglieri socialisti su 30).
Il nuovo sindaco Angiolo Cecconi si trovò subito davanti a due
grossi scogli:
- l'approvvigionamento del grano;
- l'aumento del prezzo della carne.
Altri due grossi problemi erano costituiti dalla
disoccupazione e dalla mancanza di alloggi.
La popolazione comunale ammontava a 12.361 unità; quella del
paese a 3.919.
"Angiolino", così veniva chiamato familiarmente il sindaco
Cecconi, non si lasciò intimorire da queste evenienze.
Mancava il grano? Il Consorzio Agrario non era in condizione
di fornircene?
Angiolino non arretrò.
Chiese il grano, in prestito, ai proprietari terrieri. Gliene
dettero soltanto 60 quintali. Sarebbero bastati soltanto per
due mesi.
Il sindaco si rivolse allora alla Lega dei contadini. I
contadini risposero con slancio all'appello e consegnarono al
Comune 160 quintali di grano.
Il pane non ci sarebbe mancato.
Il problema della CARNE era diverso. I macellai volevano
guadagnarci due lire su ogni chilogrammo. Il Comune non gli
accordò il permesso.
Con il consenso dei macellai vennero aperte, sperimentalmente,
tre macellerie comunali
. Esse praticavano prezzi calmierati.
In pochissimi giorni vennero vendute 6 bestie e fu realizzato
un guadagno di lire 1.104,49.
Dopo questo strepitoso successo il Consiglio Comunale
autorizzò la Giunta a tenere aperte le 3 macellerie
sperimentali.
Questa esperienza durò soltanto tre o quattro mesi perché i
socialisti furono costretti dalle violenze fasciste ad
abbandonare l'amministrazione comunale. |