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Libia (la conquista della) - 1911-1912

L'occupazione francese del Marocco (1911) e la propaganda del Partito Nazionalista indussero il capo del Governo, Giolitti, a muovere alla conquista della Libia che si trovava sotto il dominio della Turchia.
Il 19 settembre 1911 l'Italia dichiarò guerra alla Turchia per la conquista della Libia.
Alla guerra presero parte anche alcuni fucecchiesi.
Una squadra navale sbarcò a Tripoli il 5 ottobre 1911.
L'esercito, agli ordini del generale Caneva, s'impossessò in breve tempo delle principali località costiere: Homs, Bengasi, Derna, Tobruk.
L'occupazione dell'interno si presentò difficilissima: le truppe turco-arabe opposero una lunga ed insidiosa resistenza.
In questa specie di guerriglia morirono due fucecchiesi:
- Giuseppe del Rosso, soldato del 60° Reggimento di Fanteria, caduto nella battaglia di Bu-Chamez;
- Emilio Novelli, tenente dell'84° Reggimento di Fanteria, ucciso a tradimento a Sidi- Mesari.
Un senso di sgomento e di rivolta serpeggiò nella popolazione fucecchiese quando si seppe che i bersaglieri della quarta e quinta compagnia caduti prigionieri a Sciata Sciat erano stati in parte evirati in parte accecati in parte decapitati o crocifissi.
Nel maggio del 1912 l'Italia spostò il fronte sull'Egeo dove conquistò le isole del Dodecanneso.
A questo punto la Turchia si dichiarò sconfitta e il 18 ottobre 1912 sottoscrisse la Pace di Losanna.
All'Italia venne riconosciuto il dominio della Tripolitania e della Cirenaica (Libia).
L'Italia si tenne anche il Dodecanneso perché la Turchia non rispettò alcune norme del trattato di pace.
Un anno dopo, il 15 giugno 1913, venne collocata sulla facciata del Palazzo della Pretura (oggi Liceo Scientifico), in piazza Vittorio Veneto, una lapide commemorativa in onore dei due fucecchiesi caduti in questa guerra.

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