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Leopoldo I°: tre visite a Fucecchio (1767 - 1772 - 1787)

- La prima visita

Il 1767 fu un anno tragico per noi e per tutta la Toscana.
Carestia, fame, miseria e una epidemia di tifo petecchiale decimarono la nostra popolazione.
Si moriva là dove un'intera famiglia era costretta a vivere in una stanza e a coricarsi su pagliericci.
Si moriva là dove mancava il pane.
L'unica stanza dell'Ospedale della Compagnia di S. Giovanni Battista era talmente gremita che non c'era più posto nemmeno per un altro saccone. Questa Compagnia fece il possibile per dare un aiuto materiale ai troppi miserabili del paese.
La Compagnia della Madonna della Croce mise a disposizione della gente misera ben 400 scudi.
Nonostante la drammaticità della situazione Leopoldo I° a giugno volle visitare tutta la Toscana per rendersi conto dello stato in cui vivevano le nostre popolazioni: lo definì uno stato di deplorevole abbandono.
E venne anche a Fucecchio.
"Pettegoli e vanesi" " gli apparvero i benestanti; " insolenti e rumorosi " i popolani.

- La seconda visita

La mattina del 13 ottobre 1772, alle ore 10,30, proveniente da Empoli, entrò in Fucecchio il granduca lorenese Leopoldo I° insieme alla consorte e ad una parte della Corte. Percorse in carrozza via del Corso (Matteotti) e scese nella piazza della Madonna delle Vedute. Qui si incontrò con il canonico Giulio Taviani che si improvvisò insuperabile cicerone.
Il Taviani condusse il granduca sul Poggio Salamartano e gli fece visitare l'indecente chiesa Collegiata e S. Salvatore. E naturalmente approfittò di questa occasione per mettere in cattiva luce i frati neri di S. Salvatore e per perorare la causa della costruzione di una Collegiata nuova.
Intanto le campane di S. Salvatore, della Collegiata e delle altre chiese cominciarono a suonare a festa.
Il popolo nell'udire quel suono si portò sul Poggio Salamartano.
Quando il granduca uscì dalla chiesa di S. Salvatore " bisognò che i servitori facessero la strada per passare a forza di urti. Facevano Corte al granduca il principe Lorenzo Corsini, il conte Thurn, il marchese Albiz, la contessa Suarez Pecori e la marchesa Corsi. "
Mentre andava alla carrozza, il granduca non ragionò che della Collegiata da restaurarsi.
Mentre entrava in carrozza "disse ancora che gli insegnassero un luogo per fare lo Spedale degli ammalati e ciò lo ripeté più volte a tutti. "

- La terza visita

E' ricordata anche da una lapide collocata su di una parete della sala parrocchiale contigua alla sagrestia della Collegiata.
Il granduca onorò Fucecchio della sua terza visita il 27 marzo 1787, l'anno in cui venne inaugurata la nuova Collegiata. Ecco come venne riportato l'avvenimento dalla GAZZETTA TOSCANA:

" Alle ore due e un quarto dopo mezzogiorno con previo avviso giunse felicemente da Pisa in questa Terra S.A.R. incontrato dal clero e dalle persone principali del luogo e dal popolo Sua Altezza Reale smontato da cavallo nella Piazza superiore fu ricevuto dal Vicario Regio, dai Ministri del Tribunale e dal Cancelliere comunicativo, con essi si portò a vedere il soppresso Monastero di S. Andrea, indi la nuova Chiesa Collegiata quale per eleganza e maestria del disegno e felice esecuzione ha meritato gli encomi del Sovrano.
Passò di lì alla Chiesa di S. Salvatore che è l'antica Collegiata (sic) ove fu ricevuto dal Capitolo e quindi nel Conservatorio di S. Romualdo ad osservare i nuovi stabilimenti per il più decente comodo della Religione e della Scuola e finalmente si trasferì al Palazzo Pretorio ove pranzò e nella sera ebbe la clemenza di ascoltare le suppliche di più di cento persone fino a notte inoltrata e nella mattina susseguente circa le ore 7 prese cammino verso San Miniato avendo a tutti dimostrato gli affetti del profondo suo cuore."

 

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