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Lago di Fucecchio: al tempo del Granduca Lorenese Francesco II° (1737-1765)

Le epidemie malariche dopo la riduzione del Padule a Lago di Fucecchio (1549) erano state molto frequenti.
Erano avvenute nel 1551, nel 1554, nel 1557, nel 1635, nel 1636, nel 1642, nel 1707, nel 1715, nel 1717 e nel 1725.
Il 9 luglio 1737 morì Gian Gastone, l'ultimo granduca mediceo.
Gli subentrò il lorenese Francesco II° (1737-1765). Questi incaricò, nel 1740, il matematico Tommaso Perelli e il giureconsulto Pompeo Neri di redigere un progetto per far cessare i danni prodotti nel Valdarno di sotto dalle acque dell'Arno e dell' Usciana.
In base a tale progetto venne scavato l'antifosso dell'Usciana da Ponte a Cappiano fino allo sbocco dell'Usciana nell'Arno.
Nel punto in cui l'Usciana sbocca nell'Arno fu costruita una CATERATTA per impedire il ritorno delle acque dell'Arno nell'Usciana e viceversa;
Furono inoltre arginate la riva destra dell'Arno e quella sinistra dell'Usciana.
Le epidemie non vennero bloccate. Se ne ebbero altre tre: nel 1745, nel 1746 e nel 1756.
Si cercò di frenare l'insorgenza delle epidemie con l'introduzione di un nuovo Regolamento di Pulizia per la Valdinievole e il Padule.
Fu ordinato il taglio periodico delle erbe palustri nei canali e nei fossi; furono vietati i ristagni di acqua anche nelle colmate.
Si presero provvedimenti anche su tutti gli immissari del Lago.
Però rimase innalzata la pescaia di Ponte a Cappiano.

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