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Lago di Fucecchio: eventi (1568)

Il 25 ottobre 1568 il granduca Cosimo I° donò il Lago di Fucecchio al suo secondogenito don Pietro Medici.
Don Pietro non ebbe cura del Lago perché preferiva soggiornare in Spagna anziché a Firenze.
Il lago cominciò ad andare in malora. Don Pietro lo seppe e, per evitare un altro disastro, affittò il Lago al fratello Francesco diventato nel frattempo granduca di Toscana.
Le cose però non migliorarono quasi per niente perché i Ministri a cui il granduca aveva affidato la gestione del Lago cambiavano continuamente i Regolamenti.
Inoltre gli interessi del granduca Francesco I°, grande amante della CACCIA, erano rivolti esclusivamente alla salvaguardia dei boschi che circondavano il Padule. A riprova di ciò, il granduca acquistò per la propria famiglia i boschi di Cerreto Guidi e di Castelmartini e molti terreni in quel di Larciano.
Il secondo granduca della Toscana, per ottenere altri terreni coltivabili nel bacino del Padule, in dispregio al divieto fissato a perenne memoria sulle lapidi marmoree di Cappiano, fece abbassare alquanto la pescaia.
Per evitare poi conflitti legali fece segnare i confini oltre i quali l'acqua del Lago non doveva andare. I proprietari confinanti, insoddisfatti, protestarono.
Il granduca Francesco I°, allora, il 10 dicembre 1589 incaricò Benedetto Uguccioni, assistito da tre Magistrati, di riesaminare la situazione e di far scavare sulla linea di confine un FOSSETTO largo mezzo metro e profondo altrettanto. E decretò che tutto il terreno che si trovava tra il fossetto e il Lago era di sua proprietà.
Siccome le proteste non si placavano, il granduca fece rialzare di un braccio la pescaia e quando l'acqua del lago raggiunse il livello del nuovo sbarramento rifece segnare i confini prima con un fossetto e poi con COLONNE di pietra di Larciano.
Successivamente vennero accolte due proposte del Ceseri Frullani, fattore del granduca:
1- I terreni emersi tra il fossetto e il Lago dovevano essere appoderadi e affittati a quelle persone che nel volgere di 4 mesi vi avessero costruito una capanna lunga 7 metri e larga 5. Ad ogni affittuario sarebbe stato corrisposto un prestito di 28 lire e gli sarebbe stata data licenza di utilizzare gratuitamente biodo, cannelle, pattume e ontani. Nell'arco di 6 mesi furono affittati 60 poderi.
2- Per realizzare nuove colmate (nuovi terreni) dovevano essere deviate le foci degli immissari del Lago: la Pescia, il Nievole, il Vincio, lo Stanipescio e la Borra.

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