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Insurrezione contro la Repubblica Toscana (1849)

Il 19 marzo 1849 Carlo Alberto, re del Piemonte, ruppe l'armistizio e riprese la prima guerra di indipendenza contro l'Austria.
La Repubblica Toscana guidata dal triumvirato Montanelli, Guerrazzi e Mazzoni guardò con favore a questo evento.
L'esito di questa guerra, però, fu disastroso. Dopo 5 giorni di battaglie il Piemonte si arrese dichiarandosi sconfitto.
Gli Austriaci, imbaldanziti da questo successo, si apprestarono a scendere in Toscana per por fine alla nostra Repubblica e per ripristinare il granducato sotto Leopoldo II° di Lorena.
Nel frattempo il nostro triumviro Giuseppe Montanelli era andato a Parigi a chiedere a Napoleone III° aiuti finanziari e militari per poter far fronte all'esercito austriaco.
Il 28 marzo 1849 il Guerrazzi fu nominato dittatore, gli vennero cioè conferiti pieni poteri per gestire al meglio lo scontro con l'esercito austriaco.
L'esercito repubblicano dei toscani, appena ebbe sentore dell'avvicinarsi degli austriaci, si sfaldò.
Le popolazioni, traendo forse spunto dallo sfaldamento dell'esercito repubblicano, si ribellarono contro il Governo del Guerrazzi.
Il 12 aprile 1849, mentre il povero Guerrazzi veniva rinchiuso nelle carceri di Belvedere a Firenze, anche i fucecchiesi, dimentichi della simpatia più volte dimostrata nei confronti di Giuseppe Montanelli, si ribellarono alla Repubblica Toscana.
E a mezzogiorno, mentre le campane suonavano a festa per la vittoria dell'esercito austriaco, un gruppo di filogranducali ricollocò al proprio posto lo stemma granducale fra le acclamazioni del popolo.

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