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Guerra: la prima
guerra mondiale (1918)
Durante la
prima guerra mondiale, durata per noi italiani quattro anni,
molti fabbricati vennero requisì anche a Fucecchio per
acquartierarvi truppe o per installarvi magazzini.
Vennero requisiti:
- il Teatro Pacini
- la chiesa di S. Salvatore (gli altari vennero tamponati)
- l'ospedale
- il chiostro dei frati
- la scuola elementare di piazza XX Settembre
Il 4 novembre 1918, a cura della Giunta Comunale, venne
affisso un manifesto che annunciava la tanto sospirata fine
vittoriosa della prima guerra mondiale. Questo il testo del
manifesto:
Il sommo Dante, che il sangue di tanti martiri, il pensiero di
tanti patrioti resero santo e fecondo, si è oggi tradotto, per
la virtù, l'eroismo e il valore del nostro Esercito e della
Reale Marina, in una realtà che fa sobbalzare di gioia e di
entusiasmo l'anima di tutta l'Italia.
Trento e Trieste sono oggi italiane.
Cittadini,
esultate, ne avete ben diritto, ma dopo l'esultanza ritornate
alla calma e pensate che un nuovo periodo si apre, dinanzi a
noi, e questo periodo segnerà la maggiore fortuna per la
Patria, grande e unita.
Quanti furono a far festa quel giorno a Fucecchio? Non molti.
La guerra era finita, ma la spagnola (epidemia influenzale)
imperversava e continuava a mietere vittime.
Quel giorno, a Fucecchio, nel capoluogo, morì Sestilio Chiti
di 9 anni, figlio di Silvio, uno spazzino comunale. Abitava in
via Castruccio. La madre Assunta Fabbri uscì in strada
gridando la sua disperazione nel momento in cui alcuni,
qualche metro più in là, accennavano a far festa per la
VITTORIA.
A Torre morì Letizia Campigli di 30 anni.
Nell'immediata periferia del capoluogo morì anche Elvina
Sainati, di 2 anni, figlia di Cesare e di Attilia Simoncini. |