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Guerra contro S. Croce e Castelfranco (1281)

Nel 1250 il Comune di Lucca per meglio tutelarsi sul versante del Valdarno aveva fatto costruire i castelli di S. Croce, di Castelfranco e la rocca di S. Maria a Monte.
S. Croce e Castelfranco, fra il 1270 e il 1280, avevano tentato a più riprese di impadronirsi di una fetta del territorio fucecchiese e dei relativi tributi che vi gravavano. La zona appetita dai due comuni era quella adiacente all'attuale via Fucecchiello.
Il Comune di S. Croce, contravvenendo a precise diffide del comune di Fucecchio, aveva costruito sulla Gusciana (Usciana) un ponte fortificato in località Rosaiolo e una strada che congiungeva S. Croce al lebbrosario della Querce. Questa strada veniva considerata dannosissima perché metteva in secondo piano la via Francigena a cui erano legate molte delle nostre risorse economiche.
S. Croce e Castelfranco, infine, volevano attribuirsi la piena ed autonoma giurisdizione civile e criminale che spettava invece al Vicario che aveva il proprio "banco" di Giustizia a Fucecchio.
Fucecchio reagì a queste prevaricazioni dichiarando guerra a S. Croce e a Castelfranco. La battaglia decisiva si svolse presso Aguzzano (S. Pierino) nell'ultima decade del mese di maggio del 1281. Qui si scontrarono due veri e propri eserciti formati da truppe locali e da mercenari arruolati nel Valdarno e nella Valdinievole. La battaglia, e quindi la guerra, fu vinta, come già era stato pronosticato da S. Cristiana, dall'esercito fucecchiese.
Soltanto il 2 settembre 1287 il Podestà e il Capitano del Popolo di Lucca emisero un arbitrato per ricomporre i dissidi sorti fra Fucecchio e gli altri due comuni del Valdarno.

 

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