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Giubileo
del 1575
Con la parola
Giubileo o Anno Santo si indica l'annata in cui viene concessa
l'indulgenza plenaria a tutti coloro che si recano in
pellegrinaggio a Roma. L'indulgenza plenaria è paragonabile
all'acquisto di un biglietto di ingresso al Paradiso.
Fin dall'inizio del 1575, Anno Santo, i confratelli della
Compagnia di S. Giovanni Battista mettevano sempre all'ordine
del giorno delle loro riunioni il pellegrinaggio a Roma per
poter lucrare l'indulgenza plenaria.
Moltissimi erano i confratelli che volevano andare a Roma, ma
quasi nessuno poteva andarci perché ci volevano troppi soldi e
tutti erano dei poveri in canna.
Il viaggio, a piedi, era lungo. Le spese per il vitto e
l'alloggio potevano essere ridotte al minimo per chi si
contentava di mangiare un pezzo di pane con un po' di
companatico (insaccati, olive,agli, cipolle) e per chi
sceglieva di dormire all'addiaccio. Ma se un pellegrino si
ammalava per strada e non aveva i soldi per farsi curare
rischiava di non ritornare più a Fucecchio né vivo né morto.
Occorreva per ognuno una dotazione di almeno 25 scudi. Con
questa somma ogni confratello avrebbe potuto far fronte ad
ogni evenienza.
La Compagnia di S. Giovanni Battista era molto ricca e avrebbe
potuto anticipare i 25 scudi ad ogni confratello che avesse
desiderato portarsi a Roma per lucrare l'indulgenza plenaria.
La richiesta venne avanzata al Consiglio di Amministrazione
della Compagnia.
Gli amministratori osservarono che le norme statutarie non
consentivano di stornare dai bilanci somme destinate a simili
usi.
Per poterlo fare occorreva il nulla-osta dei Nove di Firenze.
Il nulla-osta venne richiesto e i Nove di Firenze lo
concessero.
E fu così che molti confratelli, con 25 scudi in saccoccia,
poterono andare in pellegrinaggio a Roma a lucrarsi
l'indulgenza plenaria. |