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Giochi crudeli dei
fascisti (1926)
Nel 1926 i
fascisti erano padroni assoluti dell'Italia.
I fascisti locali si esibivano in giochi di una crudeltà
inimmaginabile.
Dal loro repertorio ne estrapoliamo tre fra i più
significativi.
- Molte volte , di notte, sporcavano con scritte ingiuriose la
lapide di Gustavo Mariani, un fascista ucciso, forse dai
"rossi," in Corso Matteotti.
Il giorno dopo ne incolpavano i socialcomunisti Giuseppe
Cambi, Olinto del Gronchio, Lotti Giovan Sante, i Moriani, i
Tagliagambe che venivano picchiati a sangue e che venivano
costretti a bere bicchieroni pieni di olio di ricino. Prima si
fingevano arrabbiati - i fascisti- e poi se la ridevano come
matti.
- Su di un personaggio apolitico, però, sfogavano tutta
l'inventiva della loro crudeltà: Agostino Banti, meglio
conosciuto come il Sor Agostino o come Lo zoppo del Bianchini.
I fascisti, divertiti, lo infilavano in un sacco, ve lo
chiudevano e dalle spallette del ponte lo calavano con una
fune nelle acque dell'Arno lasciandovelo in ammollo per alcuni
minuti. Poi lo ritiravano sù sganasciandosi dalle risate.
- Quando i fascisti locali non se la sentivano di durare tanta
fatica, prelevavano Lo zoppo del Bianchini da un angolo della
strada dove andava ad accattare, lo portavano in piazza La
Vergine, lo accompagnavano in prossimità della vasca e ve lo
gettavano dentro sbellicandosi dalle risate. E pensare che
Agostino Banti era stato nel primo decennio del secolo il
fucecchiese più ricco! |