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Galleno:
sottomissione ed unione a Fucecchio (1284-1368)
Di Galleno si
hanno notizie dagli inizi dell'undicesimo secolo, quando vi
sono documentati beni pertinenti al Vescovo di Lucca, ai
Signori di Porcari e soprattutto ai conti Cadolingi di
Fucecchio che avevano qui una corte.
Situato in mezzo a terre della Curia imperiale e più tardi
circondato dai beni dell'ospedale di Altopascio, presso
l'incrocio fra la Via Francigena con la "Traversa di
Valdinievole", Galleno è ricordato come "borgo" agli inizi del
1200 ed è successivamente indicato come CASTELLO (paese
circondato da mura) presso il quale è segnalata la esistenza
di un mulino.
La locale chiesa di S. Pietro era suburbana, cioè direttamente
dipendente dalla cattedrale di Lucca. Alla fine del 1200 il
rettore di detta chiesa veniva appunto nominato dal Capitolo
lucchese, nell'ambito di una terna proposta dagli abitanti del
castello che si era dato nel frattempo le struttura
amministrativa di Comune Rurale..
Per la sua posizione strategica, il comune rurale di Galleno
costituiva un ghiotto boccone per i Comuni più grandi che
confinavano con il suo territorio.
Data l'esiguità del numero dei suoi abitanti e non potendo
contare su pingui entrate, il comunello di Galleno non poteva
disporre nemmeno di un miniesercito. Galleno aveva perciò
bisogno di protezione militare.
Per ottenere la protezione militare Galleno doveva
sottomettersi ad un comune vicino.
Galleno chiese la protezione militare al Comune di Fucecchio.
Il comune di Fucecchio gliel'accordò ma a certe condizioni.
Ai Gallenesi era riconosciuto il diritto di autogovernarsi (in
tal modo il comune rurale restava in piedi), però dovevano
accettare come loro giudice (podestà) una persona scelta dal
Comune di Fucecchio.
I Gallenesi dovevano inoltre corrispondere al comune di
Fucecchio una certa somma e dovevano mettergli a disposizione
una dozzina di soldati in caso di guerra.
L'accettazione di queste condizioni in cambio della protezione
militare si chiamava SOTTOMISSIONE.
L'atto di sottomissione che prevedeva un cerimoniale
particolare venne sottoscritto a Fucecchio il 3 giugno 1284.
Quando un comune rurale non era più in grado di soddisfare
alle condizioni sottoscritte nell'atto di sottomissione,
chiedeva di UNIRSI al Comune protettore rinunciando così ad
autogovernarsi, accettando di diventare parte integrante
(frazione) del Comune al quale si univa ed accogliendone la
giurisdizione.
Il comune rurale di Galleno chiese di UNIRSI a quello di
Fucecchio soltanto nel 1368.L'atto di UNIONE venne firmato l'1
febbraio 1368.
La particolare posizione geografica, presso un nodo viario
assai transitato, se era stata favorevole allo sviluppo del
castello, ne determinò probabilmente la decadenza quando,
durante i frequenti conflitti trecenteschi, dovette sopportare
passaggi ed incursioni da parte degli eserciti in lotta.
Fu solo a partire dalla seconda metà del 1400 che, molto
lentamente e con risultati diversi a seconda delle località,
si aprì una fase di ripopolamento degli antichi borghi delle
Cerbaie.
La rinascita di Galleno, cominciata intorno alla metà del
1400, fu merito della famiglia fucecchiese degli Orlandini che
da quel tempo e da quel luogo presero appunto il nome di
GALLENI.
Degli Orlandini si hanno notizie sicure dalla seconda metà del
1200, quando il capostipite, Ferano di Orlandino, ricoprì più
volte la carica di consigliere del Comune e da allora "questa
famiglia ha sempre goduto di tutti gli onori del pubblico".
Fu appunto in forza del prestigio raggiunto che, nel 1441,
Ferano di Stefano Orlandini ottenne il "livello" del Galleno,
ossia la concessione in uso delle terre, dei pascoli e di ogni
altro diritto sul luogo dove un tempo sorgeva il borgo di
Galleno.
Della vicenda ci parla con una certa dovizia di particolari un
documento del 1583, redatto in occasione di una lite insorta
tra i Galleni e il Comune di Fucecchio, secondo il quale i
diritti dei concessionari a quella data avrebbero dovuto
cessare e le terre del Galleno avrebbero pertanto dovuto
essere restituite al dominio diretto della Comunità.
Il 26 ottobre di quell'anno gli Anziani di Fucecchio elessero
arbitro per dirimere la controversia Don Chiarissimo di Rosso
di Filippo dei Medici.
Il giorno successivo, davanti al Consiglio del Comune,
l'arbitro emise la propria sentenza che risultò favorevole a
Ser Luca, Marco e Ferano fratelli e figli di Pietro di Luca di
Ferano "del Galleno", e a Valerio di Giovanni di Pietro di
Luca di Ferano, loro nipote, in considerazione dei
miglioramenti che essi avevano prodotto sui beni tenuti in
concessione.
L'arbitro ricordò che il loro avo Ferano di Stefano aveva
ottenuto le terre del Galleno quando essere erano inabitabili,
incolte, prive di edifici e di uomini disposti a risiedervi.
Fu proprio grazie all'operosità, all'impegno e alle spese
profuse da Ferano che in quei luoghi sorsero nuove abitazioni,
a beneficio del Comune e di tutti coloro che avevano occasione
di passare lungo la strada delle Cerbaie; altrimenti, si
precisava ancora nella sentenza, quei beni sarebbero rimasti
per sempre inutilizzati, coperti da boschi e infestati da
ladroni e altri pubblici criminali. Ora, invece, per merito di
Ferano e dei suoi discendenti, le terre del Galleno erano
state rese "domestiche" ed abitabili, le strade risultavano
ormai sicure per i viandanti, anche grazie alla costruzione,
sempre su iniziativa della famiglia Galleni, di un "ospizio"
dove chiunque poteva trovare rifugio. Era nata così l'OSTERIA
del Galleno che avrebbe continuato per secoli ad essere un
importante punto di riferimento per tutti coloro che
transitavano attraverso i boschi delle Cerbaie.
I Galleni avevano dovuto lottare duramente contro i briganti
ed anche contro i numerosi lupi che ogni anno stringevano
d'assedio pure i centri maggiori come Fucecchio. Pertanto non
si poteva che riconfermare ai Galleni in perpetuo "in linea
mascolina" l'antica concessione per il canone annuale di 24
staia di grano. Anzi, nell'occasione, fu ad essi concesso di
costruire in quelle terre anche un mulino sopra il rio del
Galleno e il rio del Landuccio o altrove, nella valle del
Galleno, per il canone aggiuntivo di altre 12 staia di grano
da pagarsi al Comune di Fucecchio, ogni anno, nel mese di
agosto.
Gli stessi tre fratelli che avevano visto rinnovata la
concessione del Galleno, nel medesimo anno, ottennero in
locazione il mulino di "Cavaticcio", presso la confluenza
dell'Egola in Arno e, una ventina d'anni dopo, Marco Galleni
ottenne in gestione anche l'osteria di Ponte a Cappiano da
poco ricostruita.
Galleno deve dunque la sua rinascita alla famiglia Orlandini
di Fucecchio che, alla fine del 1700, si trasferì per sempre a
Pisa. |