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Fucecchio venduto (1114-1119)

Il conte Ugo, l'ultimo della dinastia dei Cadolingi, era morto nel 1113.
Il 25 febbraio 1114, su mandato della vedova del conte Ugo- Cecilia- e dei visconti, l'esecutore testamentario Adalberto Villano vendette al vescovo di Lucca, monsignor Rodolfo, l'intera metà del poggio,la metà del borgo, la metà del castello e della corte di Fucecchio e la metà dei castelli e corti di Massa Piscatoria, Galleno, Cerbaia e Montefalcone.
Il vescovo Rodolfo acquistò questi immobili cedendo un anello d'oro il cui valore era pari a 300 libbre di denari lucchesi.
L'altra metà delle possessioni sopra elencate erano state cedute al monastero di S. Salvatore di Fucecchio per risarcire i debiti contratti con l'abate dal conte Ugo.
Cinque anni dopo, nel 1119, la contessa Cecilia, vedova del conte Ugo, vendette al vescovo di Lucca anche il porto di Fucecchio. In quella occasione la contessa dovette giurare fedeltà al vescovo per quanto concerneva le possessioni che gli aveva venduto.
Il paese di Fucecchio subì così la giurisdizione dei capi di due istituzioni religiose in lite fra di loro: il vescovo di Lucca e l'abate di S. Salvatore.

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