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Fucecchio castello
feudale sotto il Marchesato di Toscana (1113-1187)
E' questo uno dei periodi
più contorti della storia del nostro paese.
Estintasi la dinastia dei Cadolingi nel 1113, il feudo si
smembrò perché venne in parte venduto per risarcire
soprattutto coloro che vantavano dei crediti nei confronti
dell'ultimo feudatario: Ugo.
Le cose furono rese più complicate dalla morte di Matilde di
Canossa avvenuta nel 1115.
L' imperatore Enrico V° della Casa di Franconia (1106-1133)
scese in Italia nel 1116 per prendere possesso dell'eredità di
Matilde di Canossa, spettante alla Chiesa.
Enrico V° sostenne che i beni feudali di Matilde gli
spettavano come imperatore mentre quelli allodiali gli
spettavano come parente della contessa.
Nel frattempo Enrico V° aveva nominato margravio della Toscana
Rabodo.
Rabodo rivendicò i diritti del marchesato di Toscana sui beni
feudali dei Cadolingi.
L'imperatore rientrò in Germania nel 1118.
In Toscana scoppiarono liti profonde fra Lucca e Rabodo, fra
Firenze e i comuni rurali, fra Fucecchio e S. Ginesio, fra
Pisa e Genova.
Al margravio Rabodo, morto nella battaglia di Montescioli tra
Firenze e i comuni rurali, successe Corrado.
Alla morte dell'imperatore Enrico V° si scatenò in Germania la
lotta per la successione alla Casa di Franconia che si era
estinta.
Inizialmente prevalse la casa di Baviera. Lotario di Baviera
ottenne infatti le corone di re di Germania e d'Italia e la
corona di imperatore: governò dal 1133 al 1137.
Durante l'impero di Lotario Fucecchio venne raso al suolo per
due volte.
Lotario aveva nominato margravio di Toscana Inghelberto di
Carinzia.
Ingheleberto, animato dal proposito di recuperare l'eredità
cadolingia, aveva conquistato Fucecchio.
Lucca, che aveva acquistato la metà del castello di Fucecchio,
dichiarò guerra ad Inghelberto e con l'aiuto militare di
Firenze e del conte Guidi espugnò Fucecchio.
Per impedire che Inghelberto ne ritornasse in possesso, Lucca
rase al suolo Fucecchio.
Inghelberto fuggì a Pisa e la coinvolse in una nuova guerra
contro Lucca.
La battaglia si svolse in prossimità delle rovine di
Fucecchio. Pisa ed Inghelberto vinsero, ma Lucca restò padrona
di Fucecchio.
Poco dopo, nel 1136, Lucca fece ricostruire il nostro paese.
Intanto l'imperatore Lotario scese una seconda volta in
Italia. E mentre lui si portava nell'Italia meridionale,
incaricò suo genero, Enrico di Baviera di ristabilire l'ordine
in Toscana.
Enrico di Baviera si portò anche a Fucecchio, assalì il nostro
paese e lo distrusse (1136).
Nel 1137 l'imperatore Lotario morì.
Si riaccese la lotta per la successione.
Questa volta prevalse la casa di Svevia. Assunse la carica di
imperatore Corrado II° di Svevia (1138-1152). Alla candidatura
di Corrado si era opposto energicamente Enrico di Baviera,
genero del defunto imperatore Lotario e nuovo margravio di
Toscana. La Toscana per effetto di questa lotta rimase senza
margravio.
E le cose non cambiarono nemmeno con l'avvento di Federico I
Barbarossa (1152-1190) animato dal proposito di assicurare il
potere dell'impero sui neonati Comuni italiani.
Nel 1185 esplose a Fucecchio un altro bubbone: l'eresia dei
Patarini o dei Catari. Anche questo evento disgregò
ulteriormente la nostra popolazione ed aggiunse altre
distruzioni al nostro povero paese. |