|
Frate (il) reo di
delitto carnale (1565)
Un frate fucecchiese,
certo padre Iacopo,si macchiò di delitto carnale.
Il tribunale lo condannò a 5 anni di lavori forzati sopra una
galera (nave).
Gli Anziani del nostro Comune seppero che , dopo aver pagato
il suo debito con la Giustizia, frate Iacopo era ancora
incatenato ai remi della nave su cui aveva saldato il conto.
Sconcertati, trasmisero una supplica al padre provinciale
affinché il frate fucecchiese venisse liberato dallo stato di
prigionia.
Nell'Archivio non è stato notificato l'esito della supplica. |