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Frate (il)
assertore dell'indipendenza italiana (1849)
Il 22 ottobre 1848 il
granduca Leopoldo II° affidò l'incarico di Primo Ministro al
nostro Giuseppe Montanelli.
Il 27 ottobre il nostro concittadino cominciò a poter
esercitare il potere.
Il 3 novembre Giuseppe Montanelli sciolse le Camere ed indisse
le elezioni per il 20 novembre.
Alcuni fucecchiesi non si lasciarono sfuggire una grossa
opportunità legata a questo favorevole evento.
Il guardiano del Ritiro di piazza La Vergine, padre Tommaso
Rossellini, non aveva fatto mai mistero di avere abbracciato
con la mente e con il cuore l'ideale dell'indipendenza
italiana.
Padre Tommaso per questa sua propensione era odiato dalle
"beghine" e dalle "pinzochere" che frequentavano la chiesa dei
frati francescani di Fucecchio.
I "codini" non si fecero sfuggire il malcontento delle "pinzole"
e denunciarono il guardiano Rossellini al Padre Provinciale
accusandolo di "disoneste pratiche".
Il Provinciale avrebbe voluto rimuovere immediatamente il
Rossellini dalla carica di guardiano, ma non poté perché il
frate contestato era "malato di bronchite".
Appena il guardiano fu guarito, venne subito allontanato da
Fucecchio.
I fautori fucecchiesi dell'indipendenza si rivolsero allora al
Primo Ministro del Granducato e lo pregarono di interporre i
suoi buoni uffici per indurre il Provinciale dei francescani a
rimandare a Fucecchio padre Tommaso.
Questa iniziativa popolare ebbe pieno successo: il Provinciale
dei francescani non poteva dire di no al Capo del Governo del
Granducato di Toscana.
E padre Tommaso Rossellini ritornò a Fucecchio. |