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Francesi a
Fucecchio: prima dell'arrivo degli Inglesi (1814)
Il 10 marzo 1814,
alle ore 20, alcuni vetturali fucecchiesi provenienti da
Livorno portarono la notizia che 5.000 inglesi erano sbarcati
a Livorno per conquistare la Toscana.
A questa notizia, uomini, donne e ragazzi stanchi della
dominazione francese si riversarono nelle strade e nelle
piazze gridando:
- Bruciate e ammazzate i Giacobini (i fucecchiesi filofrancesi)!!
Qualcuno salì sul campanile della Collegiata e cominciò a
suonare a festa le campane.
Per tre giorni consecutivi e senza interruzione squillarono le
campane.
Il popolo, la sera del 10 marzo, nonostante la pioggia
scrosciante, si portò davanti alla canonica della Collegiata
(quella attuale) e chiese all'arciprete che si portasse subito
in chiesa per cantare il Te Deum Laudamus di ringraziamento
per la liberazione dalla dominazione francese.
L'indomani un altro folto gruppo di fucecchiesi, guidato da un
ex frate francescano, si portò alle carceri del Palazzo
Pretorio e fece liberare i detenuti politici, gli
antifrancesi.
Dopo aver liberato i detenuti politici, i popolani si recarono
in piazza La Vergine, aprirono la chiesa che era stata chiusa
al culto dai Francesi, ritornarono dall'arciprete della
Collegiata e si fecero consegnare i quadri del Ritiro che lo
stesso arciprete era riuscito a salvare dalla vendita
all'incanto operata dai Francesi.
Il popolo prese i quadri e li riportò nella chiesa dei frati
senza dimostrare né rispetto né devozione per quanto stavano
facendo.
Anche l'arciprete Valentino Montanelli si portò nella chiesa
La vergine e, con l'intento di riportare un po' d'ordine,
riuscì a convincere il popolo a cantare con lui le lodi della
Madonna e di S. Francesco. |