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Francesi a Fucecchio: oro e argento delle chiese requisiti dai francesi (1799)

Il nuovo Vangelo predicato dai francesi nel 1796 cominciò a dare i suoi frutti più vistosi nel 1799.
A molti fucecchiesi i francesi apparvero come gli antesignani di un nuovo mondo baciato dalla luce e dal calore del Regno di Dio.
Gli ideali di Eguaglianza, Libertà e Fraternità aveva fatto breccia nei loro cuori.
Anche quando dovettero sopportare l'onore degli approvvigionamenti e degli acquartieramenti delle truppe francesi pensarono che si trattasse di semplici contingenze e continuarono a sperare nella Felicità Francese.
Nel 1798, tramite il nostro vescovo, i francesi ingiunsero ai titolari di tutte le chiese e di tutti conventi e monasteri di compilare l'INVENTARIO dei loro ori ed argenti.
- Ci volevano proprio i francesi per sapere con esattezza cosa c'è nelle nostre chiese e nelle sagrestie. Ora, finalmente, i preti e i frati non potranno rubare più niente - dicevano sottovoce molti fucecchiesi.

Il 10 maggio 1799 arrivò la doccia fredda.
Il Commissario del Governo Francese, per bocca dei vescovi e dei provinciali, ordinò alle chiese, ai conventi e ai monasteri di consegnare entro 3 giorni alla Regia Zecca l'oro e l'argento in loro possesso, esclusi gli ostensori e i calici.
Nessuno poté nascondere nemmeno una medaglia perché i francesi erano in possesso degli inventari degli ori e degli argenti di tutti i luoghi pii.
I francesi ci portarono via tutto.
Dopo questa spogliazione, nessuno credette più nel Paradiso dei francesi.

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