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Francesi a
Fucecchio: fine della dominazione (1814-1815)
Dopo la disfatta
della Campagna in Russia (1812) e dopo la sconfitta di Lipsia
(1813), Napoleone rinunciò incondizionatamente, il 6 aprile
1814, ai troni di Francia e d'Italia.
Ma per Fucecchio e per tutta la Toscana si affacciò il
pericolo della conquista del nostro territorio da parte di
Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, Capo del Regno di
Napoli ed aspirante al titolo di Re d'Italia.
Non appena Napoleone fuggì dall'Isola d'Elba (febbraio 1815) ,
Gioacchino Murat, nella speranza di consacrarsi finalmente Re
d'Italia, in data 30 marzo emanò un Proclama seguito dalla
invasione militare della Toscana.
Murat mise in atto, in anteprima, la tattica della guerriglia:
appariva improvvisamente, colpiva e andava a rifugiarsi
nell'Appennino.
L'esercito granducale, forte dell' appoggio di quello
austriaco e grazie anche ad una fitta rete di spionaggio,
cominciò braccare le truppe nepoletane del Murat.
L'incubo per la nostra popolazione finì il 18 aprile 1815, il
giorno in cui il granduca Ferdinando III° rientrò a Firenze
dopo la vittoria riportata sui napoletani a Campi Bisenzio.
La partenza definitiva di Gioacchino Murat dalla Toscana e
l'uscita definitiva di Napoleone dalla scena mondiale, dopo
che fu confinato nel giugno 1815 nell'isola di S. Elena,
riaprirono il cuore dei fucecchiesi alla speranza in un
avvenire migliore.
Venne subito riaperta la chiesa La Vergine e fu ripristinato
il Ritiro francescano istituito da S. Teofilo da Corte nel
1736. Rientrarono 8 padri e 6 fratelli laici.
L'arciprete Montanelli, notoriamente filofrancese, venne
richiamato a Fucecchio, dal suo esilio sanminiatese, dal
Vicario Regio.
Il Montanelli, per recuperare la fiducia dei fucecchiesi, so
recò a Roma per impetrare presso il papa Pio III° il
riconoscimento e le prerogative della vecchia Collegiata. Il
papa accolse la richiesta.
Verso la fine del 1815 a Fucecchio si ricominciò a vivere
tranquillamente anche se era elevato il numero dei mendicanti.
I salari dei braccianti agricoli erano "miserevoli".
Pochissime erano le persone facoltose. E i settanta scudi
elargiti annualmente dal Capitolo della Collegiata non erano
sufficienti per alleviare le indigenze degli infermi. |