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Francesco Stefano II° primo granduca lorenese della Toscana (1738-1765)

Nel 1737, con la morte del granduca Giangastone, si estinse la dinastia dei Medici.
Nel 1738 la Pace di Vienna assegnò il Granducato di Toscana a Francesco Stefano, già granduca di Lorena e sposo a Maria Teresa, figlia dell'imperatore d'Austria Carlo VI°.
Francesco Stefano assunse il titolo di Francesco II° granduca di Toscana.
Francesco II° fu costretto ad affidare il governo della Toscana ad una Reggenza che si concluse nel 1765, l'anno della sua morte.
Nel 1740 morì l'imperatore d'Austria Carlo VI°, suocero del nostro granduca Francesco II°.
Secondo la Prammatica Sanzione decretata da Carlo VI° nel 1724, la corona imperiale doveva passare alla figlia Maria Teresa, moglie di Francesco II°.
Molti sovrani europei insorsero contro l'erede imperiale e cioè contro Maria Teresa.
Ne scaturì una guerra, detta di successione austriaca, che si concluse dopo 8 anni (nel 1748) con la Pace di Aquisgrana. Maria Teresa fu riconosciuta erede della corona imperiale austriaca.
Il nostro granduca Francesco II° non poteva lasciare sola la moglie alla prese con quella lunghissima guerra.
Dopo la pace di Aquisgrana, Francesco II° trovò molto più conveniente interpretare il ruolo di marito dell'imperatrice d'Austria.
Otto anni dopo la pace di Aquisgrana, nel 1756, la moglie di Francesco II° si trovò al centro di un altro conflitto, la Guerra dei sette anni contro Federico II°, re della Prussia.
Queste furono le ragioni per cui il nostro granduca fu costretto ad affidare il governo della Toscana ad una continua reggenza.
Il principe di Craon, il supplente di Francesco II°, cercò di imprimere una svolta nella vita dei toscani.
Craon era perfettamente consapevole delle liti e delle risse che scoppiavano fra le Compagnie e fra i Luoghi pii (santuari, chiese).
Il principe voleva por fine a queste liti e a quelle risse. Egli emanò perciò un EDITTO con il quale invitava compagnie e luoghi pii a suggerire iniziative mirate al ristabilimento della quiete.
L'Editto cadde nel vuoto. Ai "belligeranti" toscani non interessava la pace.
I fucecchiesi erano sensibili soltanto ai quattrini.
Due provvedimenti finanziari della Reggenza fecero storcere vistosamente la bocca ai nostri concittadini:
- ci venne imposta una colletta per estinguere il debito contratto per il mantenimento delle truppe spagnole;
- dovevamo contribuire a spedire a Vienna ogni anno la bellezza di 300.000 scudi per ripianare il deficit accumulato dai granduchi medicei.
I fucecchiesi non si limitarono a manifestare il loro disappunto, ma espressero anche il loro disgusto con la celebre interiezione:
- Iboia!
Eppure, nonostante l'assenza forzata perché dettata da contingenze storiche ineludibili il granduca Francesco II° si fece vedere e sentire.
Questo granduca fece la sua prima capatina a Firenze il 19 febbraio 1739. I festeggiamenti in suo onore durarono tre giorni.
Francesco II° fu padre di ben 16 figli. Fra questi sono da ricordare Maria Antonietta, moglie del re di Francia Luigi XVI°, ghigliottinata nel 1794, e Leopoldo, il futuro granduca riformatore della Toscana.
Non sono affatto trascurabili i provvedimenti firmati da Francesco II°:

1- in data 7 aprile 1738 ordinò a tutti i parroci di rimettere al proprio vescovo il registro dello Stato delle anime che gli consentiva di effettuare un censimento demoscopico della Toscana;
2- nel 1741 riesumò la Tassa della Macina, istituita nel 1689 ed abolita nel 1700. Con questa tassa obbligò il clero e i monasteri a pagare la tassa sul macinato;
3- nel 1745 ordinò che la gestione di ogni monastero fosse affidata a 4 Operai (amministratori) per garantire regolarità e funzionalità dei medesimi;
4- impose al clero le gabelle sul vino e sulle grasce;
5- divise la popolazione in tre classi: nobili, cittadini e popolo;
6 il 1° gennaio 1749 venne fatto registrare come 1° gennaio 1750 per uniformare il calendario storico di Firenze, Lucca, e Pisa a quello delle altre città della Toscana.
Francesco II° morì il 18 agosto 1765 dopo aver assistito, tredici giorni prima, al matrimonio del figlio Leopoldo, l'erede, con Maria Luisa, figlia del re di Spagna.

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