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Fortebraccio
Niccolò - gli ozi forzati a Fucecchio (1433
Niccolò Fortebraccio,
fra il 1420 e il 1430, era stato il comandante dell'esercito
della Repubblica Fiorentina.
Questo comandante era riuscito a riportare la tranquillità nel
Valdarno e nella Valdinievole.
E la Repubblica, a titolo di ricompensa per la grazia
ricevuta, lo licenziò.
Fortebraccio scelse come sua dimora stabile il nostro paese.
L'ozio forzato, però, non si addiceva a questo capitano di
ventura.
Nel 1429 Niccolò pensò bene di rinfocolare l'odio fra lucchesi
e fiorentini.
Senza l'autorizzazione di Firenze, Fortebraccio organizzò
numerose scorribande nel territorio lucchese che dovette
patire anche distruzioni ed incendi.
Furono avviate delle trattative ma ben presto esse sfociarono
nella guerra dichiarata fra Lucca a Firenze.
I fiorentini tentarono di sconfiggere Lucca inondandola con le
acque del Serchio deviate in un canale scavato furtivamente.
Una spiata evitò ai lucchesi questa brutta sorpresa.
I lucchesi allora riuscirono con uno strattagemma a deviare le
acque del Serchio sull'accampamento dei fiorentini che furono
costretti a fuggire.
Lucca , non soddisfatta di questo successo, assoldò il
capitano di ventura Niccolò Piccinino forte di 3.000 cavalieri
e 6.000 fanti.
Il nostro Fortebraccio, ridiventato comandante dell'esercito
fiorentino, cercò lo scontro col il Piccinino sul Serchio.
Il primo dicembre 1430 avvenne la grande battaglia che si
concluse con la disfatta dell'esercito fiorentino.
Sul Serchio perdettero la vita anche numerosi fucecchiesi
assodati nell'esercito fiorentino.
La pace fra Lucca e Firenze venne sottoscritta nel 1433.
Niccolò Fortebraccio, questa volta, si rassegnò
definitivamente agli ozi di Fucecchio. |