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Festa di S. Pietro Igneo (8 febbraio)

La chiesa in cui l'8 febbraio di ogni anno si solennizzava la festa di S. Pietro Igneo era quella di S. Salvatore.
Questa chiesa, annessa all'omonimo Monastero, era stata officiata prima dai monaci benedettini e poi da quelli vallombrosani fino al 1294.
Anche il futuro S. Pietro Igneo, in veste di abate del Monastero dal 1068 al 1072, vi aveva officiato.
Questo monaco vallombrosano, discepolo di Gualberto, era venuto a Fucecchio dopo aver superato la prova del fuoco - per questo viene chiamato Igneo - a Settimo, in prossimitą di Firenze.
Chiamato da papa Gregorio VII° a ricoprire alte cariche in seno alla Chiesa, il futuro Santo era morto nel 1087.
Quando nel 1783 i padri conventuali che avevano officiato la chiesa di S. Salvatore fin dal lontano 1299, furono mandati via per effetto di una delle numerose soppressioni decretate da Leopoldo I° granduca di Toscana, la festa di S. Pietro Igneo venne celebrata dal Capitolo della Collegiata che la solennizzava con l'Uffiziatura corale, con la Messa cantata e con il suono delle campane maggiori.
A partire dal 1867, l'anno in cui fu resa esecutiva la soppressione di tutti i Capitoli decretata dal Governo Italiano, la festa di S. Pietro Igneo non fu pił solennizzata.
Fortunatamente l'ospedale locale, inaugurato ufficialmente nel 1857, era stato intitolato a S. Pietro Igneo. Fino al 1983, l'anno in cui le suore del Cottolengo hanno abbandonato il nostro nosocomio, la festa del santo veniva celebrata all'interno di questo. L'8 febbraio veniva celebrata la S. Messa nella cappella dell'ospedale e ai ricoverati veniva distribuito il vitto festivo ed anche il dolce.

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