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Ferriera di Cappiano (1549)

Nel 1549 il duca di Firenze Cosimo I° ordinò che il Padule venisse ridotto a lago, così com'era prima che ne prendesse possesso donna Alfonsina Orsini vedova de' Medici.
Per effettuare questa conversione, nel luogo dove ora vediamo il ponte e la piazza, venne costruita una piattaforma immensa in pietre e calce che poggiava su migliaia e migliaia di di pali di ontano lunghi quasi 4 metri ed infilati nel letto del lago e della Gusciana.
Su questa piattaforma vennero innalzati la torre, il ponte fuori della torre, il ponte coperto, la casa del ministro, il mulino con l'abitazione, due torri, la casa del pescatore, la steccaia, i vivai, l'osteria e la ferriera.
Per far girare le mole del mulino e le ruote della ferriera era necessario tenere alto il livello delle acque del Lago.
Il mulino e la ferriera appartenevano al duca e gli assicuravano dei ghiotti introiti.
La conduzione di tutte le attività connesse con il Lago era affidata ad un ministro, il ministro del Lago. E il ministro del Lago doveva tutelare solo e soltanto gli interessi privati del duca e non quelli delle popolazioni rivierasche.
La ferriera ed il mulino avevano bisogno di tanta acqua? Ed allora per nessuna ragione al mondo venivano abbassate le calle, nemmeno se le persone del bacino del Lago morivano a grappoli.
Soltanto con l'arrivo dei granduchi lorenesi che governarono la Toscana dal 1737 al 1859, la ferriera, il mulino e lo stesso Lago vennero smantellati per sempre.

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