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Fabbrica dei fiammiferi: periodo di chiusura nel 1918

Nell'ottobre del 1918, in concomitanza con la controffensiva italiana del Piave, infuriava a Fucecchio la "spagnola", un'epidemia influenzale che uccise 201 persone.
A Fucecchio mancava la carne.
Il 15 ottobre il sindaco Emilio Bassi convocò la Giunta per affrontare questo problema.
Al termine della riunione, il segretario comunale consegnò al sindaco un fascicoletto recante sul frontespizio la scritta FABBRICA DEI FIAMMIFERI.
Il fascicolo conteneva una lettera. Il sindaco Bassi la lesse ad alta voce. Diceva:
- La Direzione Generale della Società Anonima Fabbriche riunite dei Fiammiferi con sede a Milano, ha deciso di chiudere lo stabilimento di Fucecchio, sabato prossimo.
Il provvedimento è causato dalla mancanza di fosforo.
Nello stabilimento lavoravano più di 200 persone.
Il sindaco Bassi venne incaricato di fare le più vive premure presso il Prefetto della provincia affinché con urgenza si interessasse presso le competenti autorità per ottenere il rifornimento di fosforo alla fabbrica dei fiammiferi di Fucecchio. A giustificazione di tanta premura il sindaco Bassi scrisse:

- Mai come nel momento attuale in cui infierisce, in questo Comune, la nota influenza (la spagnola) si sono provati i benefici prodotti dalla fabbrica dei fiammiferi sia dal lato economico sia dal lato igienico in quanto risulta che gli operai di detta fabbrica, manipolando sostanze disinfettanti, sono rimasti completamente immuni dalla malattia.
Inoltre la chiusura della fabbrica darebbe certamente luogo a gravi e pericolosi disordini nella popolazione.

E il fosforo arrivò e la fabbrica rimase aperta.

fucecchionline.com  di  G. Pierozzi  ®  2002 / 2012

 


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