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Eresia dei Valdesi
o Poveri di Lione (1307)
Nei secoli bui del Medioevo i nostri Fucecchiesi si
dimostrarono meno conformisti e più liberi di noi che stiamo
varcando la soglia del Duemila. Noi in questi ultima quattro
secoli siamo andati sempre dietro al più forte. E questo credo
che sia il nostro vizio capitale.
Nel 1300 nel nostro Comune c'erano alcuni eretici Valdesi che
ebbero il coraggio di sfidare la Chiesa e lo Stato comunale.
Il movimento religioso dei Valdesi detto anche dei Poveri di
Lione era nato in Francia nel 1176.
Per la loro predicazione di povertà e penitenza e per la loro
lotta contro il clero, finirono col negare tutti i ministeri
ecclesiastici e tutti i sacramenti ad eccezione
dell'Eucarestia.
Il 21 maggio 1307 l'inquisitore padre Filippo di Lucca
pronunciò, dalla nostra chiesa di S. Salvatore, una sentenza
contro gli eretici Valdesi presenti nel nostro comune.
Secondo l'inquisitore, questi eretici predicavano la
legittimità del lavoro manuale e delle attività venali nei
giorni festivi.
Per i cattolici del 1300 le due attività, ritenute legittime
dai Valdesi, venivano considerate forme di perversione, di
corruzione e di mancanza di rispetto verso Dio e verso i
Santi.
L'inquisitore, con la sua sentenza, comminò per i trasgressori
la scomunica e una multa di 20 soldi (10 di questi 20 soldi
sarebbero finiti nelle tasche del Podestà e degli Anziani). Il
nostro Comune inserì questa sentenza nel suo Statuto.
Venne fatto presente all'inquisitore che il mercato - attività
manuale e venale - , a Fucecchio, si svolgeva di domenica e
che quindi la sentenza avrebbe colpito più i cattolici che non
i valdesi.
Il mercato cattolico fu legittimato ricorrendo a questa
giustificazione: siccome da Fucecchio passavano i Romei (i
pellegrini della Via Romea o Francigena) eravamo obbligati ad
offrir loro l'opportunità di approvvigionarsi di cibarie e di
medicinali per non farli morire.
Nella rete degli eretici cadde nel 1318 il fucecchiese Aliotto
dell'Acconciata, valdese. Al povero Aliotto vennero confiscati
i beni.
Infatti il 12 gennaio 1319 si procedette alla vendita di
alcuni immobili dell'eretico Aliotto.
L'atto di vendita venne rogato nel Monastero di S. Salvatore
dal notaro e scriba pubblico dell'imperatore, Rustico
Passamonti di Lucca.
Vi si legge:
" Dalla fu buona memoria di frate Caro di Arezzo, inquisitore
della eretica pravità in Toscana essendo stata dannata la
memoria di Aliotto dell'Acconciata di Fucecchio a causa
dell'Eresia dei Poveri di Lione e pronunziata la confisca dei
beni che ora si devono vendere, frate Filippo di Lucca
dell'Ordine dei Frati Minori inquisitore della eretica gravità
in Toscana vende e concede all'Ospedale di Altopascio 2 pezzi
di terra del detto Aliotto nei confini di Massa Piscatoria in
Villa di Nune nei luoghi detti all'Alberi e in Valle per
fiorini 7" |