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Eresia dei Patarini
(1176)
Fin dal 1176 si era diffusa anche a Fucecchio l'eresia dei
Catari o Patarini.
Secondo questa eresia il mondo è dominato da due forze
opposte: Dio e Satana.
Per raggiungere Dio, nostra felicità, è necessario disprezzare
il corpo e i piaceri dei sensi.
I Patarini, per effetto di questa convinzione, arrivarono a
giustificare perfino il suicidio, considerato il mezzo più
sbrigativo per liberare appunto l'anima dal corpo.
L'abate di S. Salvatore, Gregorio, in tutt'altre faccende
affaccendato, non aveva mostrato nessun interesse per la
diffusione di questa eresia in Fucecchio e non aveva adottato
nessun provvedimento per arrestarne la diffusione.
I cattolici fucecchiesi ne erano particolarmente dispiaciuti.
Il nuovo abate di S. Salvatore indisse, invece, una vera e
propria crociata contro i fucecchiesi patarini.
Invitò il vescovo di Lucca a tenere a Fucecchio un discorso
contro la loro eresia.
Il vescovo accolse l'invito e concionò la folla davanti alla
chiesa di S. Giovanni Battista.
Alcuni fucecchiesi, infervorati dal discorso del vescovo di
Lucca, diedero al fuoco le case degli eretici fucecchiesi. |