|
Eccidio del Padule
di Fucecchio: le vittime di Massarella, frazione di Fucecchio
(1944)
Anche la frazione di Massarella pagò il suo tributo di sangue
con le 7 vittime a cui è stata intitolata la la piazza
principale: Piazza dei Sette Martiri (non vi è stato inserito
il Tisti, Guido Matteoni, perché nativo di Querce e residente
a Carrara).
Ai sette martiri è stata dedicata questa lapide commemorativa
posta sul lato destro della facciata della chiesa di S. Maria
di Massarella.
DA INUMANA FEROCIA E VILE PIOMBO
IL 23 AGOSTO 1944 ASSASSINATI :
BANDINI AGOSTINO
CERRINI ENOS
GUIDI ANGIOLINO
GUIDI GIUSEPPE
GUIDI QUINTO
SETTEPASSI ALESSANDRA
CON LA FEDE NELLA LORO INNOCENZA
CON LA CERTEZZA DI GIUSTIZIA
CON IL CUORE STRAZIATO DAL RICORDO MA FIERO
ESPRESSIONE SINCERA DI TUTTA LA POPOLAZIONE
QUESTA LAPIDE IL COMITATO NAZIONALE
DI LIBERAZIONE
DECRETO' IMPERITURA TESTIMONIANZA
DELLA BARBARIE TEDESCA E DEI TRADITORI D'ITALIA
Alle ore 3,50 del 23 agosto 1944, prima che si scatenasse
l'inferno di fuoco sul Padule, vennero uccisi da una raffica
di mitra GUIDO MATTEONI di 44 anni e GUIDI ANGIOLINO di 62
anni detto il Gobbo. Erano scesi in Padule da Poggio Pieracci,
avevano già raggiunto il barchino con cui sarebbero andati a
Stabbia a fare incetta di cocomeri e di cibarie da rivendere
agli sfollati, quando furono visti ed uccisi da una pattuglia
tedesca operante nella gronda di quel tratto di Padule. I loro
corpi vennero recuperati alle ore 18 da Benedetto Guelfi,
detto Betto, e da Angiolino Buffi.
Alle ore 4,40 venne ucciso AGOSTINO BANDINI , di 33 anni. Per
assistere la figlia Luciana che si era fatta tanto male ad un
braccino, Agostino aveva dormito in una casa della località il
Papa anziché nel consueto rifugio. Sollecitato da una sorella,
accorsa da lui verso le ore 4,30, Agostino si diresse di corsa
verso il Padule. Incrociò una pattuglia tedesca. Venne ucciso,
derubato, gettato in una fossetta e ricoperto con alcuni
covoni di grano.
Il suo cadavere venne recuperato alle ore 10,30 da Nella
Catastini e da Lina Bagnoli.
Alle ore 4,50 venne falciata da una raffica di mitragliatrice
nel cortile della Tabaccaia, in località Anchione, la
diciassettenne ALESSANDRA SETTEPASSI, la "padroncina".
Alessandra, fiorentina, trascorreva le vacanze estive nella
sua Villa Crocialoni, in prossimità della località Dreoli.
La Settepassi si era trasferita con il padre e la famiglia
Malfatti alla Tabaccaia perché nella Villa Crocialoni si era
insediato un Comando tedesco.
Alle ore 5 si scatenò sul Padule l' inferno: cannoni,
mitragliatrici, carrarmati vomitarono migliaia di proiettili
fino alle ore 12.
Preoccupato per la sorte del figlio Dante di 28 anni, del
nipote Quinto Guidi di 19 anni e dello sfollato Enos Cerrini
di 21 anni che erano andati a dormire in un capanno in Padule,
GIUSEPPE GUIDI, detto il Pescio, 50 anni, verso le ore 6
lasciò la sua casa a Poggio Pieracci e scese giù verso il
Padule per raggiungere il capanno dei tre giovani e metterli
in salvo. Giunto sulla gronda, venne falciato da una raffica
di mitra. Cadde sul bordo della viottola della gronda e vi
rimase fino alle 19, l'ora in cui venne recuperato da Betto
(Benedetto Guelfi).
I tre giovani, Dante, Quinto ed Enos, terrorizzati da quella
infernale pioggia di proiettili, verso le ore 9 uscirono dal
Padule e si arresero ad una pattuglia tedesca di passaggio.
I tre furono accompagnati sull'aia della casa Spinelli dove
vennero processati e condannati a morte per l'intervento di un
ufficiale delle SS di stanza, temporanea, a Villa Lapi (oggi
Villa Arrigoni).
DANTE e QUINTO GUIDI ed ENOS CERRINI furono avviati verso la
radura della grande vettrice. Qui giunti, vennero mitragliati
alle spalle. Enos Cerrini, rimasto illeso, riuscì a dileguarsi
fra il sarello e ad immergersi nel canale.
Se vi fosse rimasto, si sarebbe salvato. E invece attraversò
il canale e si inerpicò sull'argine per eclissarsi poi dietro
il medesimo. Lo videro i tedeschi da una postazione di
mitragliatrici sistemata sulle Piagge. Gli spararono e lo
colpirono alla nuca: mancavano pochi minuti alle ore 10.
Scivolò nell'acqua e vi rimase fino all'indomani mattina alle
11,30, l'ora in cui la sua salma venne recuperata da Guido
Spinelli e da Benedetto Guelfi.
I corpi di Dante Guidi e di Quinto Guido vennero recuperati
quel giorno medesimo alle ore 20 da Marchino, fratello di
Quinto e cugino di Dante.
Il giorno 24 agosto le salme dei sette martiri massigiani
vennero inumate: Dante, Quinto, Enos, Agostino, Beppe e
Angiolo nel cimitero di Massarella; Alessandra Settepassi
nella cappella privata di Villa Crocialoni. |