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Eccidio del Padule di Fucecchio (1944)

Nel luglio del 1944 la linea del fronte di guerra si era attestata sull'Arno:
a sinistra gli anglo-americani ( nostri nemici dal 10 giugno 1940 all'8 settembre 1943 e poi nostri alleati a partire dall'8 settembre );
a destra i soldati tedeschi ( nostri alleati fino all'8 settembre 1943 e poi nostri nemici ).
Le popolazioni del Valdarno erano state allontanate dai centri abitati e si erano rifugiate nelle campagne vicine. Molti sfollati scelsero come loro rifugio il Padule.
Un "furbo" di Stabbia, per dimostrare che era il pił bravo di tutti, verso il 20 agosto uccise irresponsabilmente, in Cavallaia, un soldato tedesco. Una pattuglia tedesca sorprese il nostro assassino mentre stava gettando il cadavere del soldato tedesco in canale (testimonianza di Gino Baronti ).
La rappresaglia fu immediata.
Il 22 agosto 1944, a Monsummano, presso la Villa Giusti, il colonnello Krasemann, su ordine del generale Kessirling, ingiunse al Maggiore Strauch di distruggere case, ricoveri e tutti gli esseri umani presenti nella zona indicata su di una pianta del Padule.
La zona indicata sulla pianta, nel corso della giornata, venne teutonicamente cintata con l'ausilio di picchetti.
La zona era delimitata

- ad Est dalla statale 436 che porta a Monsummano;
- a Sud con l'inizio del Canale Maestro;
- ad Ovest dai piedi delle Cerbaie;
- a Nord dalla linea che va dall'Anchione alla Casa Borghese e da qui alla statale 436.
Nonostante la segretezza dell'operazione il cui inizio era stato fissato alle prime ore dell'alba del 23 agosto 1944, qualche notizia era trapelata; ma nessuno aveva voluto crederci.
Un maresciallo austriaco ed una ragazza romana, amante di un sergente austriaco, rivelarono che nel grande lago sarebbe avvenuta una rappresaglia in grande stile.
Le informazioni dei due si rivelarono esatte.
Poco prima della mezzanotte del 22 agosto giunsero truppe corrazzate tedesche, si disposero lungo la zona delimitata e piazzarono mitragliatrici e cannoncini.
Verso le cinque del mattino le artiglierie leggere e pesanti cominciarono a vomitare il loro fuoco, nella zona delimitata, fino alle ore 12.
Le pattuglie dislocate nella golena uccisero senza pietą tutti coloro che tentavano di evadere dall'inferno di fuoco del Padule.
Le vittime dell'eccidio furono 175.
Fra queste sono da annoverarsi le sette della nostra frazione di Massarella.

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