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Dopoguerra
e ricostruzione (1944)
Il 2 settembre 1944, il giorno successivo all'arrivo delle
truppe alleate, il Comitato di Liberazione di Fucecchio nominò
sindaco di Fucecchio il signor Angiolo Cecconi che aveva già
ricoperto questa carica, per circa cinque mesi, fra il 1920 ed
il 1921. Le violenze fasciste lo avevano costretto, nel '21,
alla fuga.
Il sindaco Angiolo Cecconi fu coadiuvato dagli assessori Guido
Morelli, Piero Malvolti, Duilio Cicalini, Guido Toncelli,
Giuseppe Cambi ed Egisto Lotti che, in quel settembre '44, era
sempre prigioniero dei soldati tedeschi in Emilia.
Come erano le condizioni del paese?
Riproduciamo la parte iniziale della relazione che il sindaco
Cecconi lesse al termine del suo primo mandato.
"Al momento del mio insediamento le condizioni del paese erano
le seguenti:
- macerie per tutte le strade
- case diroccate o distrutte totalmente
- mancanza assoluta di viveri, di soccorsi sanitari, di acqua
potabile, inutilizzazione dei mulini
- inefficienza dell'ospedale gravemente sinistrato
- scuole chiuse
- gran parte della popolazione rimasta senza tetto e con la
più grave difficoltà di poterselo procurare
- assenza assoluta di illuminazione pubblica, di legna, di
carbone o di altro combustibile
A tutto ciò si aggiunga che infuriava nel paese una
preoccupante epidemia di tifo che aveva già mietuto diverse
vittime fra la cittadinanza.
Il paese, in conseguenza della rottura del ponte sull'Arno,
era completamente isolato dalle principali vie di accesso al
capoluogo di provincia (Firenze) e alle vicine città.
Dalla parte del Padule, in seguito alla distruzione dei ponti
sui canali collettori, la zona principale del comune era del
tutto isolata dal capoluogo non esclusa la popolata frazione
di Ponte a Cappiano che pure lamentava l'interruzione del suo
ponte sull'Usciana.
In quanto ai mezzi finanziari per risolvere i grandi problemi
che si presentavano, nessun fondo esisteva nella Tesoreria
comunale. Avevamo avuto, inoltre, una eredità passiva del
cessato regime fascista di circa unmilioneduecentomila lire."
In 16 mesi l'Amministrazione guidata da Angiolo Cecconi riuscì
ad avviare a soluzione tutti i problemi elencati nella
relazione.
Il ponte sull'Arno, che venne riaperto alla fine del 1949, fu
surrogato da un capiente traghetto.
I ponti del Padule e gli altri ponticelli vennero sostituiti
con passerelle di legno e successivamente con ponti in
muratura.
L'ospedale fu rimesso in funzione grazie agli aiuti del
Governatore degli Alleati (gli ex nemici anglo-americani).
Vennero anche ripristinati i servizi di prim'ordine:
acquedotto, elettricità, pulizia, illuminazione pubblica,
scuola..
Fu un vero miracolo.
Dopo 16 mesi di intensa attività si poteva dire che la
ricostruzione del paese era terminata. |