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Divertimenti del XVI° secolo (1500-1600)

I passatempi prediletti dai nostri progenitori erano costituiti da quei giochi che venivano praticati o in osteria o in casa o all'aperto.
Si giocava a carte (a primiera), a dadi, a piastrella e a palla.
Chi non riusciva a smaltire le proprie angosce esistenziali con i giochi, si ubriacava o si sollazzava con le prostitute che bazzicavano le osterie o che ricevevano i propri clienti nelle abitazioni di qualche tenutaria.
Anche gli stagionali spettacoli teatrali costituivano per molti una fonte di divertimento.
Un'altra inesauribile fonte di svago era costituita dalle feste con processione e dalle cerimonie religiose come le novene, i tridui, i Te Deum , le prediche, le Quarant'ore.
Un tipo di divertimento praticato con voluttà inusitata dai fucecchiesi era lo scherzo o burletta.
La domenica del 16 marzo, di notte, 5 amici tesero una corda attraverso una strada in discesa mentre stavano sopraggiungendo alcuni loro conoscenti che erano stati a pescare, di frodo, nel Lago di Fucecchio (Padule). I 5 burloni cominciarono ad urlare contro i pescatori di frodo.
Questi ultimi, credendo di essere stati scoperti dalle guardie del Lago, imboccarono la strada in discesa di corsa, urtarono contro la fune tesa e capitombolarono per terra.
Uno dei caduti si infilzò nella propria zagaglia (piccola lancia con punta di ferro) e morì.

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