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Disertori due soldati fucecchiesi (1917)

Nell'ottobre del 1917, durante il terzo anno della Prima Guerra Mondiale, avvenne sul fronte italiano la nostra disfatta di Caporetto.
Questa disfatta non provocò soltanto l'esodo in massa delle popolazioni venete, ma anche la fuga e la diserzione di molti soldati italiani.
L'avanzata dell'esercito austriaco fu bloccata sul fiume Piave.
Dopo questo arresto, i Comandi cominciarono e ricomporre i quadri del nostro esercito.
Molti soldati fucecchiesi sensibili alla propaganda del Partito Socialista che invitavano alla diserzione non volevano rientrare ai loro reparti; ma quando vennero affissi i manifesti con l'avviso che tutti i soldati dovevano rientrare , quasi tutti rientrarono per non incorrere nelle punizioni che erano severissime.
Soltanto due militari fucecchiesi preferirono la diserzione, convinti di farla franca.
Uno di questi due disertori andò a Napoli ad esercitare la poco nobile professione del magnaccia. Lui era convintissimo che laggiù non lo avrebbero mai trovato.
E invece fu ripescato quasi subito e rispedito direttamente al fronte, in prima linea.
Il secondo disertore preferì rifugiarsi nella propria abitazione.
Grazie ad una "soffiata", i carabinieri della stazione locale seppero che Ilio era nascosto nella propria casa.
Una mattina, alle ore 7, il Maresciallo della nostra Caserma si presentò davanti all'appartamento di Ilio e chiese, in nome della Legge, che gli venisse aperta la porta.
Nessuno rispose.
Il Maresciallo dei carabinieri buttò giù la porta, sorprese il disertore nel letto, gli fece indossare la divisa militare e lo rispedì al suo Corpo di appartenenza.

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