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Demolizione di mura e torri (1559)

L'invenzione delle armi da fuoco e l'assetto prima ducale e poi granducale della Toscana resero praticamente inutili le mura che recintavano Fucecchio e le torri che a guisa di sentinelle si ergevano o lungo la cinta muraria o all'interno del paese-castello.
Fra il 1559 ed il 1575 venne avviata la colossale opera di demolizione di mura e di torri che ormai non erano più utilizzabili per usi militari.
Nel 1566 le clarisse del monastero di S. Andrea posto nell'attuale piazza dell'ospedale, senza chiedere nessun permesso, fecero demolire alcuni tratti di mura in rovina lungo il lato perimetrale Porta Valdarnese - via della Greppa.
Con questa operazione, le monache riuscirono a recuperare alcune migliaia di mattoni che vennero utilizzati per costruire un granaio ed una tinaia.
Anche il nostro Comune, previa licenza granducale, demolì mura e torri.
E con i laterizi recuperati fece ammattonare la strada maestra del paese formata da via Donateschi, via Borgo Valori, largo piazza Vittorio Veneto, via S. Giovanni, via S. Giorgio e via Castruccio.
Inoltre, sempre con il materiale di recupero, il Comune rifece ex novo la Sala delle riunioni del Consiglio.

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