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Cerimoniale
della elezione del Cappellano di un
oratorio (1741)
Alla
morte o alla rinunzia e alla
scadenza triennale o quinquennale di
un cappellano eletto per l'officiatura
di un Oratorio comunale,si procedeva
alla nomina di un altro in questo
modo:
Prima del giorno fissato per
l'adunanza degli Anziani, dei
Capitani di parte e del Consiglio
generale, presieduto dal
Gonfaloniere (sindaco) o dal Podestà
(giudice), il cancelliere
(segretario comunale) faceva le
pubblicazioni con Bando di concorso
affisso alla porta dell'Oratorio e
della Pieve di S. Giovanni
(Collegiata).
Al concorso potevano partecipare
sacerdoti e chierici (seminaristi
prossimi all'ordinazione
sacerdotale).
Nel Bando erano contenute le notizie
circa gli emolumenti che l'eletto
veniva a percepire con gli obblighi
e carichi annessi.
Nel giorno convenuto, presieduti dal
Gonfaloniere, si riunivano gli
Anziani, i Capitani di parte e il
Consiglio Generale che procedevano
alla elezione del nuovo cappellano
dell'Oratorio comunale.
Rimaneva eletto chi avesse riportato
un maggior numero di voti.
In caso di parità tra due o più
concorrenti, l'elezione era devoluta
al granduca.
La nomina era fatta per un triennio,
ma più spesso per un quinquennio.
Se risultava eletto un chierico, il
padre, o uno zio paterno, od altro
stretto parente, doveva rendersi
garante dell'eletto fino all'età di
25 anni compiuti.
Qualora poi l'eletto fosse giunto
alla detta età senza aver conseguito
l'ordinazione sacerdotale, ipso
fatto sarebbe decaduto dalla
cappellania e il Comune avrebbe
dovuto assegnare la medesima ad
altro soggetto nelle solite forme.
Anche la presa di possesso, da parte
del cappellano eletto, dei beni
dell'Oratorio seguiva un cerimoniale
ben preciso che riportiamo in
dettaglio.
A dì 29 aprile 1741.
Trasferitomi io cancelliere
infrascritto in compagnia del
chierico Giovan Battista di
Giovacchino Comparini di Fucecchio,
stato eletto cappellano della chiesa
di S. Rocco posta fuori di
Fucecchio,..... a guida di Giovanni
Marzoppini, donzello di detta
Comunità, insieme con
gl'infrascritti testimoni, alla
detta chiesa di S. Rocco di
iuspatronato di detta
Comunità,...diedi il vero, attuale e
corporale possesso di detta
cappellania al suddetto chierico
Giovan Battista Comparini con
avergli fatto baciare l'altare,
levare e rimettere la croce,
candelieri, guanciali e tovaglie
della mensa del medesimo altare, e
di poi fattolo passeggiare per la
detta chiesa, con avergli fatto
aprire e serrare le porte della
medesima, et incontanenti, fattolo
entrare in sagrestia, li feci
toccare i paramenti, che erano sopra
il banco della medesima, con avergli
fatto suonare la campana di detta
chiesa, ed avendogli fatto fare ogni
e qualunque altro atto possessorio
solito farsi dai veri legittimi
padroni, lo posi, messi e rilasciai
nel vero, reale, attuale, corporale
possesso della detta cappellania.
Et incontanenti trasferitomi...
nelle Cerbaie della Comunità di
Fucecchio et in luogo detto nella
valle del Podestà,o sia Val di Cava
o Foscio, ad un pezzo di terra di
staiora cento, che parte solcata e
scopata, parte lavorativa;;, ove
giunto con i suddetti e con gli
infrascritti testimoni, diedi il
vero possesso, quanto all'utile
dominio al suddetto chierico..
Comparini, con averlo fatto
passeggiare per detta tenuta.., con
avergli dato in mano de' globi di
terra, cespugli di grano e di
segale, ramacci di segale, di
ciliegio, di melo, di cerro e di
altro che esisteva in detta
terra,.... dichiarandosi il detto
chierico Comparini che, nonostante
la sua partenza da dette terre
civilmente che naturalmente... E
tutto senza alcuna contrarietà et
alla presenza dei testimoni che qui
si firmano.
Ser Domenico del quondam Andrea
Fortini
Giovan Paolo del quondam Domenico
Magnani
Iacopo Franchi cancelliere
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