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Crocifisso
miracoloso (1774)
Nella chiesa di S. Andrea, posta nell'attuale piazza
dell'ospedale, c'era un crocifisso ritenuto miracoloso
specialmente dalle donne in stato interessante.
Nel luglio del 1774, tre mesi dopo l'inizio dei lavori di
demolizione e di ricostruzione ex novo della vecchia
chiesa di S. Andrea, molte persone vollero assistere alla
demolizione dell'altare del Crocifisso miracoloso legato
ad un fatto prodigioso.
In un passato lontano, la moglie del Lucchesi partoriva
soltanto figli morti.
Il marito di questa donna, il Lucchesi, si seccò e
minacciò di morte la moglie se avesse partorito ancora una
volta un figlio morto.
La poveretta, purtroppo, partorì di nuovo un figlio morto.
Spaventata dalle minacce del marito, aveva preso il
cadaverino, si era portata nella chiesa di S. Andrea, lo
aveva collocato sulla mensa dell'altare ai piedi del
crocifisso ligneo e gli aveva detto:
- Fai resuscitare questo mio figlio. Abbi compassione di
me.
E il bimbo resuscitò.
Il marito, quando lo seppe, si prostrò a terra per
ringraziare il crocifisso.
Poi, per perpetuare la memoria di questo fatto miracoloso,
il Lucchesi offrì un voto.
crocifisso venduto dal Capitolo della Collegiata 1860
Il Capitolo della Collegiata (i 10 canonici amministratori
della medesima) non doveva avere una grande fiducia nella
Divina Provvidenza né doveva credere troppo nel valore
delle opere d'arte ereditate dai nostri.. trapassati.
I canonici del Capitolo, invece, avevano un gran bisogno
di soldi per poter far fronte alle spese di conduzione
della Collegiata. La politica dei quattro granduchi
lorenesi aveva ridotto all'osso le entrate del Capitolo.
E allora non rimaneva che una strada da percorrere per
raggranellare un po' di denaro fresco: vendere le opere
d'arte visto che gli ori e gli argenti di tutte le chiese
locali erano stati requisiti nel 1799 dai francesi di
Napoleone.
Nel 1856 il nostro Capitolo aveva venduto al Toscanelli
due quadri:
- S. FRANCESCO RICEVE LE STIGMATE
- VERGINE IN TRONO CON SANTI E ANIMALI
I due quadri, venduti nel 1856, vennero pagati e ritirati
dal Toscanelli, e dietro ingiunzione, nel 1862.
Nel 1860 un conte milanese offrì al Capitolo per una croce
smaltata con la figura di Gesù d'argento la somma di mille
lire.
Il Capitolo, prima di sottoscrivere l'atto di vendita,
inviò a Firenze i canonici Pietro Comparini e Giovanni
Benvenuti affinché consultassero due antiquari di fama:
Giorgio Maltin e Curzio Fioravanti.
I due antiquari dissero ai nostri canonici che la croce
smaltata valeva trecento lire.
Confortato da questa stima, il Capitolo, in data 28
novembre 1860, sottoscrisse l'atto di vendita della croce
smaltata che finì a Milano. |