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Cassa di
Risparmio di Firenze
La Cassa
di Risparmio di Firenze venne
istituita il 28 giugno 1829 ed entrò
in funzione il 5 luglio del medesimo
anno.
Ebbe la sua sede al piano terra del
Palazzo Strozzi in Via Larga.
Rimaneva aperta soltanto la Domenica
dalle ore 10 alle ore 14 (giorno
destinato all’incasso dei depositi)
ed i Venerdì dalle ore 9 alle ore 13
(giorno destinato ai pagamenti).
La Società della “Cassa di Risparmio
di Fucecchio’’, affiliata alla
Centrale di Firenze, fu creata nel
1864 ed approvata con Regio Decreto
del 20 marzo di quell’anno.
Nel 1914 fu sciolta e venne
istituita l’agenzia della Cassa di
Firenze.
Al 1926 la Banca si trovava al primo
piano del fabbricato in angolo fra
via Cairoli e il lato sinistro della
Chiesa di S. Maria delle Vedute.
Come verificatosi in altri casi,
probabilmente per il disagio di
dover salire le scale per
raggiungere gli uffici, fu scelta
un’altra zona, precisamente quella
in piazza Montanelli che fa angolo
con via Landini Marchiani. Qui, con
contratto 24 maggio 1928 fu
acquistato un terreno fabbricativo
sul quale venne costruita la nuova
sede, che risultò un bel villino con
locali spaziosi e luminosi. Questa
sede , da documenti fotografici,
risulta già aperta nel 1930.
Ma, ancora una volta, l’incremento
dei volumi di affari unito alla
necessità di una posizione più
centrale, resero indispensabile
un’altra collocazione, che fu
individuata in un immobile sul lato
opposto di Piazza Montanelli ed
acquistato con contratto 13 novembre
1962. Nel 1964 la nuova Filiale
veniva inaugurata e lì si trova
ancora oggi.
Aneddoti
Nel 1926 il titolare dell’agenzia
era Giuseppe Montanelli, la
personalità più in vista del paese,
sindaco per molti anni, il cassiere
era Guido Lotti, il contabile Renato
Settesoldi, il custode Quintilio
Soldaini.
Nel 1927 l’Ispettore faceva rilevare
che a Fucecchio … « i nostri
principali clienti sono i contadini
e lo dimostra la cifra dei risparmi
che costituisce la quasi totalità
dei depositi. Il ceto commerciale
preferisce gli altri istituti… » Ma
alcuni anni più tardi, la necessità
di allargare la base della clientela
appariva più che mai attuale, specie
in realtà locali come appunto
Fucecchio già allora segnate da
iniziative imprenditoriali. A tal
fine la Direzione metteva a punto
nuovi servizi per favorire la
clientela commerciale, come
l’accreditamento in valuta degli
effetti all’incasso, i conti
correnti cambiari ecc. Tuttavia,
osserva l’Ispettore nel dicembre
1940, « … è mia impressione che la
clientela non sappia che anche la
nostra Cassa è attrezzata per
compiere molti servizi che una volta
potevano essere ritenuti di
esclusiva competenza delle Banche
propriamente dette… » Benché posta
nell’epoca dell’anteguerra, la
questione appare di attualità, nella
misura in cui anche oggi, dopo la
trasformazione della Cassa in
società per azioni, probabilmente la
clientela non sempre ha la piena
percezione che la Banca è impegnata
proprio sul fronte dell’azione
commerciale.
Tra le notazioni di colore, ne
citiamo una del 30 dicembre 1940,
quando l’Ispettore faceva presente a
proposito dell’ambiente di lavoro,
che « ... Come pulizia è fatta
discretamente, ma sarebbe necessario
l’usciere non si limitasse agli
impiantiti ed ai
mobili, ma curasse anche i
soprammobili con particolare
riguardo ai calamai che sono di una
sporcizia da campionario! .. »
Aldo Masotti, collega oggi in
pensione, rievoca alcuni ricordi
flash di quando entrò in Cassa di
Risparmio nel 1949, nella vecchia
Agenzia sull’angolo con Via Landini
Marchiani:
« Dietro il bancone c’erano le madie
che contenevano le schede per conti
correnti, conti cambiari e conti
chirografi, per i libretti di
risparmio di vario genere. Eravamo
in quattro. L’allora direttore
Terzani inviava dei premi quando si
superavano i limiti della raccolta.
Si entrava in ufficio alle 8,30 e si
usciva, per lo più, alle 19,30-20.
Veniva aperta la posta. Gli assegni
pervenuti erano addebitati a mano
sulle schede dei vari correntisti.
Verso il ’60 si iniziò a segnare lo
straordinario ! » |