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Cresima (la) dopo il 1622

La diocesi di S. Miniato, di cui anche noi facciamo parte, venne istituita nel 1622.
Fino al 1622 il sacramento della Cresima, nella nostra parrocchia di S. Giovanni Battista, era stato amministrato da vescovi - quasi sempre di Lucca - autorizzati dalla Episcopessa di Fucecchio, la badessa delle clarisse di Gattaiola di Lucca.
Gli intervalli fra una Cresima e l'altra duravano 10 e più anni perché la nostra Episcopessa non voleva calcare la mano sulle Casse della nostra Amministrazione comunale.
Il Comune, in occasione delle Cresime, doveva addossarsi delle spese non indifferenti:
- il vitto per il vescovo e la sua corte;
- un alloggio consono alla dignità del vescovo e della sua corte;
- non è da escludere un sostanzioso gettone di presenza.
A partire dal 1622 l'Ecclesia di Fucecchio non dipese più dalla Episcopessa di Gattaiola.
Il sacramento della Cresima sarebbe stato amministrato dal nostro Vescovo di S. Miniato che, a sera, avrebbe potuto far ritorno a S. Miniato con l'incomodo, magari, di dover attraversare l'Arno a bordo di un traghetto (il ponte non esisteva).
Il primo vescovo di S. Miniato, monsignor Nori, nel mese di ottobre del 1623 venne a Fucecchio a cresimare i nostri bambini.
La nostra Amministrazione Comunale per solennizzare questo evento assoldò 4 trombettieri, abbellì il Palazzo Comunale sito nell'attuale piazza Vittorio Veneto di fronte al Palazzo Pretorio, fece erigere un arco trionfale e nominò una Deputazione incaricata di "fare i complimenti" al vescovo a nome di tutta la Comunità.
Da una dettagliata cronaca del 27 maggio 1770 abbiamo rilevato che il sacramento della Cresima, in quel secolo, veniva amministrato all'aperto in Piazza Vittorio Veneto che aveva assunto le dimensioni attuali.
Il Palazzo Comunale si trovava nell'area attualmente occupata dal Liceo scientifico. I cresimandi venivano sistemati in un recinto realizzato con panche ai piedi dell'affresco di S. Cristoforo. Il vescovo li raggiungeva processionalmente partendo dall'Oratorio di S. Rocchino, all'altezza dell'attuale sagrato della Collegiata, e scendendo dalla via che dalla piazza saliva sul Poggio Salamartano.

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