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Conte Cadolingio Ugo, quinto ed ultimo feudatario di Fucecchio (1096-1113)

Anche Ugo ricalcò la traiettoria politica del padre Uguccione: imperialista e predatore dei bene ecclesiastici.
Come i suoi predecessori terrorizzò i viandanti e depredò i commercianti diretti a Firenze o a Lucca dato che disponeva di castelli nei punti strategici del traffico stradale e fluviale.
Nel 1097, un anno dopo esser diventato conte di Fucecchio, Ugo salutò a novembre i nipoti Lottario, Ranieri e Bulgarino, in partenza da Fucecchio per la Terra Santa: avrebbero preso parte alle Crociate. Ranieri e Bulgarino morirono in Palestina nel 1099.
Gli eventi militari costrinsero Ugo a vendere moltissimi dei suoi possedimenti.
L'ultimo feudatario di Fucecchio doveva infatti sostenere l'imperatore in lotta contro la Chiesa. Inoltre doveva contrastare l'offensiva dei fiorentini che non tolleravano più le sue sopraffazioni a carico di quanti percorrevano le vie che portavano a Firenze.
L'alluvione del 1105 distrusse la chiesa e il monastero di S. Salvatore.
La seconda moglie di Ugo non dava alla luce il discendente tanto desiderato.
Ugo interpretò forse questi due fatti come segni premonitori della sua fine ormai imminente.
Autorizzò lo spostamento della chiesa e del monastero di S. Salvatore sul Poggio Salamartano che egli donò quasi per intero ai monaci vallombrosani.
Ma intanto i fiorentini lo incalzavano: lo cacciarono dal Castello di Monte Orlando (1107) e poi, nel 1113 dal Castello di Montecascioli dove rimase mortalmente ferito.
Ugo si fece riportare nel suo castello di Salamarzana a Fucecchio. Qui accorsero i vescovi di Pistoia, di Lucca ed alti prelati delle città vicine.
Ugo fece chiamare un notaro e dispose che tutte le sue case, terre e cose ecclesiastiche fossero divise fra i vescovi di Lucca, Volterra, Pistoia, Firenze e Pisa.
Poiché il conte Ugo non ebbe figli nemmeno dall'ultima moglie, la vedova Cecilia, la dinastia cadolingia si estinse.
Quasi sicuramente Ugo morì il 19 febbraio 1113.

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