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Conte Cadolingio Guglielmo il Bulgaro, terzo feudatario di Borgonovo di Fucecchio (1034-1075)

A Lottario successe il figlio Guglielmo il Bulgaro.
Anche Guglielmo adottò le due traiettorie politiche dei suoi predecessori, la riformista e la imperialista, ma capì che avrebbe avuto successo se avesse puntato esclusivamente sulla badia di Settimo, sul suo abate Guarino e soprattutto sul monaco Giovan Gualberto.
Giovan Gualberto con l'aiuto finanziario del feudatario di Fucecchio poté realizzare l'Abbazia di Vallombrosa e fondare l'Ordine dei Vallombrosani.
Nel 1067, Giovan Gualberto, spalleggiato da Guglielmo il Bulgaro, riuscì ad indurre papa Alessandro a tenere un Concilio a Firenze. In questo Concilio venne affrontato il problema del matrimonio del clero, reso eclatante dal vescovo Mezzabarba di Firenze regolarmente sposato. Il Concilio si concluse con il trionfo dei fautori del matrimonio del clero.
Il conflitto fra monaci vallombrosani e clero rimase aperto.
Nel 1067 si scoprì che Mezzabarba aveva addirittura comprato il titolo di vescovo di Firenze.
I monaci vallombrosani , per dimostrare che avevano ragione, si dichiararono disposti ad affrontare il Giudizio di Dio. E venne scelta la prova del fuoco: se un monaco fosse riuscito ad attraversare indenne le fiamme prodotte da due cataste di legna ravvicinate , ciò avrebbe significato che davvero il Mezzabarba aveva comprato il titolo di vescovo.
E nel 1068, a Settimo, si svolse la prova del fuoco. L'abate Gualberto affidò al monaco Pietro, detto poi Igneo, l'incarico di affrontare la prova.
Il monaco Pietro attraversò indenne le fiamme. Il Mezzabarba, vista la mala parata, fuggì da Firenze.
Guglielmo il Bulgaro chiese ed ottenne che il monaco Pietro Igneo fosse mandato a dirigere il Monastero di S. Salvatore a Fucecchio.
La notizia della prova del fuoco era stata diffusa in tutta Europa. Pietro Igneo era perciò diventato famoso.
Ed altrettanto famoso divenne il nostro Monastero grazie alla presenza di Pietro Igneo che lo diresse fino al 1072, l'anno in cui papa Alessandro lo elevò al grado di cardinale e di vescovo di Albano.
Pietro Igneo conservò sempre il titolo di abate del monastero di S. Salvatore di Fucecchio.
Nel 1085 l'ex abate ottenne per la nostra Abbazia un Privilegio eccezionale che ebbe ripercussioni profonde sulla nostra storia locale
Era il privilegio del NULLIUS DIOCESIS.
Grazie a questo privilegio la nostra abbazia dipendeva direttamente dalla Santa Sede, l'abate veniva eletto dai monaci ed esercitava la sua autorità sulla pieve di S. Giovanni..
Guglielmo il Bulgaro, sopraffatto da questi eventi straordinari, chiuse la sua vita in un monastero vallombrosano.

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