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Conte
Cadolingio Cadolo (986-996)
Nell'anno 924 due fratelli longobardi, residenti a Pistoia, si
divisero i possedimenti.
Tedice rimase a Pistoia;
Cunerado, invece, si sistemò a Vico di Faro - contrada di
Pistoia - con la moglie e con i figli Ermengarda e Kadulo, il
futuro fondatore di Fucecchio.
Nel 953, prima ancora di ereditare i possedimenti paterni,
Kadulo perdette la prima moglie, Berta.
In seconde nozze, Kadulo sposò Gemma, figlia del principe di
Benevento che pretendeva generi di stanza in Toscana.
Gemma portò a Kadulo la DOTE e l'incondizionato APPOGGIO
MILITARE del padre.
Kadulo, alla morte del padre Cunerado (970 ?), intraprese una
politica di espansione territoriale in direzione di Firenze.
Egli realizzò questo progetto di espansione territoriale
rapinando vescovati, corrompendo il clero, tradendo tutti
coloro verso cui aveva prosternato la sua fedeltà; non tradì
mai l'imperatore.
E l'imperatore Ottone premiò la fedeltà di Kadulo
promuovendolo Conte e facendo sposare la figlia Upezzinga al
cugino di Kadulo , Obizo.
Nel 986, Kadulo o Kadolo, che aveva già messo su casa e corte
a Borgonovo di Fucecchio - di cui era stato proclamato Conte
in occasione delle nozze del cugino Obizo con Upezzinga - fece
erigere accanto al PONTE DI BONFIGLIO sull'Arno un ORATORIO
intitolato a S. Salvatore.
Kadolo aveva scelto Borgonovo perché vi passava la Via
Francigena e perché vi era l'unico ponte, di legno, che
attraversasse l'Arno nel tratto Pisa- Firenze. Perciò da
Borgonovo poteva controllare tutto il traffico sulla
direttrice Parigi-Roma e viceversa.
Questo primo feudatario di Fucecchio fece erigere l'Oratorio
di S. Salvatore, che volle officiato dai monaci benedettini
cluniacensi, per due ragioni che poco hanno a che fare con la
devozione:
- Kadolo, in anteprima assoluta, voleva farsi pubblicità per
guadagnarsi la protezione ed i privilegi del papa e
dell'imperatore. Tutti i pellegrini diretti a Roma o di
ritorno da Roma avrebbero visto l'Oratorio - che tra l'altro
doveva essere illuminato, per obbligo, anche di notte - e ne
avrebbero parlato;
- Kadolo avrebbe potuto sottrarre impunemente terreni e
oggetti sacri al clero secolare - preti e vescovi - impegnato
nella lotta contro i monaci benedettini, appoggiati
tacitamente dal papa.
I benedettini infatti combattevano aspramente contro la
SIMONIA e il CONCUBINATO del clero. E così il conte Kadolo
trovava nei benedettini la copertura morale alle sue ruberie;
e i benedettini trovavano nel conte Kadolo quella potenza -
finanziaria e militare- di cui avevano bisogno per riformare
la Chiesa.
Quasi certamente il conte Kadolo avviò i lavori per la
realizzazione del Castello di Salamarzana sulla cima del colle
dove oggi si trovano i resti della Rocca Fiorentina.
Kadolo morì, sembra, nel 996. |